Terremoto in Cile, evacuazioni e poi la revoca dell'allerta tsunami dopo la scossa di magnitudo 7.5

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una violenta scossa di terremoto, registrata alle 8:58 ora locale al largo della costa meridionale del Cile, ha raggiunto una magnitudo di 7.5, provocando momenti di panico e l’immediata evacuazione di migliaia di persone. L’epicentro, situato a 218 chilometri a sud di Puerto Williams, nella remota regione di Magallanes, è stato seguito da almeno 17 repliche, mentre le autorità disponevano l’allerta tsunami per le aree costiere. A Punta Arenas, città affacciata sullo Stretto di Magellano – crocevia tra Atlantico e Pacifico – le strade si sono riempite in pochi minuti di residenti in fuga verso le zone più elevate, temendo il ripetersi di tragedie come quella del 1960, quando il sisma di Valdivia, il più potente mai registrato, devastò il Paese con onde anomale alte oltre dieci metri.

Quella paura, seppur comprensibile, si è però attenuata poche ore dopo, quando il Centro sismologico nazionale (Csn) ha comunicato la revoca dell’allarme, confermando che il movimento tellurico, nonostante l’intensità, non aveva generato onde distruttive. La decisione è arrivata dopo un’attenta valutazione dei dati raccolti dai mareografi, che hanno escluso variazioni significative del livello del mare. Le evacuazioni, seppur caotiche, si sono svolte senza gravi incidenti, mentre i soccorritori ispezionavano le aree più esposte per verificare eventuali danni strutturali.

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