Santanchè in aula per la mozione di sfiducia: «Rifletterò da sola e senza ricatti»
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Redazione Interno
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La ministra del Turismo Daniela Santanchè è tornata in aula alla Camera per affrontare, per la seconda volta, la mozione di sfiducia presentata dall’opposizione. Al suo fianco, numerosi esponenti del governo, tra cui Luca Ciriani e Anna Maria Bernini, hanno occupato i banchi della maggioranza, quasi tutti pieni, in un clima teso e carico di aspettative. «Non intendo scappare, anzi, intendo difendermi nel processo, con dignità e nel rispetto dei ruoli», ha esordito Santanchè, ribadendo la sua volontà di non sottrarsi al confronto, nonostante le pressioni crescenti.
Durante il suo intervento, la ministra ha respinto con fermezza le accuse di ricatto rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, avanzate dal leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. «Perché non si è ancora dimessa? Ricatta Meloni? Sarebbe gravissimo», aveva dichiarato Conte in precedenza, sollevando dubbi su possibili segreti condivisi tra le due. Santanchè, tuttavia, ha negato ogni addebito, sottolineando che la sua posizione non è frutto di pressioni o accordi occulti. «Voi combattete la ricchezza, non la povertà», ha aggiunto, scatenando un’ondata di proteste tra i banchi dell’opposizione.
Con tono deciso, la ministra ha rivendicato la sua identità, definendosi «l’emblema di tutto ciò che detestate», un riferimento alle critiche spesso rivolte al suo stile di vita e alle sue scelte imprenditoriali. «Sono quella che porta i tacchi da 12 centimetri, quella del Twiga e del Billionaire», ha dichiarato, senza mezzi termini, mentre l’aula si infiammava di reazioni contrastanti.
Sul tema delle dimissioni, Santanchè ha lasciato intendere che valuterà la sua posizione, ma lo farà «da sola e senza ricatti», respingendo l’idea di un «ergastolo mediatico» che, a suo dire, rischia di condizionare il giudizio pubblico e politico. La discussione sulla mozione di sfiducia, iniziata alle 11.00 con un dibattito generale, è proseguita nel pomeriggio con il voto, che ha rappresentato un momento cruciale per la sua permanenza al governo.
Nel frattempo, l’attenzione si è concentrata anche sulle dinamiche interne alla maggioranza, con interrogativi sull’eventuale impatto che la vicenda potrebbe avere sull’immagine del governo e delle istituzioni. Santanchè, però, ha mantenuto una linea difensiva, insistendo sulla necessità di un confronto basato sui fatti e non su pregiudizi.




