Metteva pietre sui binari, arrestato un 20enne a Bologna: ecco chi è
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Redazione Interno
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La temperatura politica e investigativa, a Bologna, è tornata a essere rovente. I carabinieri della stazione di Castel San Pietro Terme hanno tratto in arresto un ventenne imolese, fermato nella flagranza del reato di attentato alla sicurezza dei trasporti, un reato che, per la sua natura, evoca scenari di pericolo pubblico tra i più gravi. L’uomo, che risulta essere un impiegato e incensurato, è stato sorpreso mentre posizionava pietre lungo il tracciato della ferrovia Ancona–Piacenza, un’arteria fondamentale per i collegamenti del Nordest.
A innescare la macchina dei soccorsi, nel pomeriggio di ieri, è stata la segnalazione tempestiva di un cittadino: quel gesto sospetto, l’uomo accovacciato lungo i binari, ha portato all’allarme immediato -1-4. Poco dopo, al passaggio del Treno Regionale Veloce 17510, in partenza da Imola e diretto a Bologna, si è udito nettamente uno scoppio, seguito da una nuvola di polvere sollevarsi dalle rotaie -3-8. L’impatto, seppur non disastroso, è stato sufficiente a costringere il macchinista a fermare il convoglio per i controlli obbligatori, provocando ritardi superiori ai trenta minuti e una conseguente ripercussione sull’intera circolazione ferroviaria della tratta -4-8.
Un secondo attentato e il ruolo cruciale dell'Arma
Ma ciò che rende la vicenda ancor più preoccupante, agli occhi degli inquirenti, è la determinazione mostrata dal giovane. Non pago del primo sabotaggio, e forse spinto dall'idea di replicare il gesto, il ventenne si è spostato poco distante, posizionando nuovamente materiale lapideo lungo i binari. Questa volta ha collocato una trentina di pietre su ciascuna rotaia, in un tratto dove di lì a poco sarebbe transitato un convoglio Frecciarossa -1-6. L’intervento dei carabinieri, sopraggiunti in forza della segnalazione iniziale, è stato provvidenziale: hanno bloccato il ragazzo mentre cercava di darsi alla fuga in bicicletta e, contestualmente, hanno rimosso i sassi, scongiurando quello che i vertici dell’Arma hanno già definito, in una nota ufficiale, un “potenziale disastro” -4-8. L’arrestato è stato immediatamente condotto presso la Compagnia Carabinieri di Imola e, su disposizione della Procura di Bologna, tradotto in carcere.
Perquisizioni e l'ombra dell'area antagonista
Il profilo del ventenne, un incensurato con un'occupazione, stride in apparenza con la violenza del gesto. Le successive perquisizioni eseguite dai militari nella sua abitazione, tuttavia, hanno aperto un fronte investigativo delicato. Come anticipato dal Tg1 e poi confermato da diverse agenzie, nel domicilio del ragazzo sarebbe stato rinvenuto materiale riconducibile in modo esplicito all’estremismo dell’area antagonista -2-5-9. Un ritrovamento che, allo stato attuale, è al vaglio della procura diretta dal procuratore Paolo Guido e che potrebbe ridisegnare i contorni dell’intera vicenda, allontanando l’ipotesi di un gesto folle e improvvisato per avvicinarsi a quella, ben più allarmante, di un'azione premeditata e ideologicamente orientata -5-9. Gli inquirenti, in queste ore, stanno vagliando con attenzione tutto il materiale sequestrato.




