Maltempo in Toscana, nubifragi e fulmini: allerta arancione e decine di interventi
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Redazione Interno
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L'onda d'aria fredda di origine atlantica, quella che gli esperti avevano annunciato come una svolta decisa nel quadro meteorologico estivo, ha fatto il suo ingresso sulla Toscana nella notte tra sabato e domenica. E lo ha fatto con una violenza che ha colto di sorpresa anche i più preparati, scaricando al suolo, in poche ore, una quantità d'acqua impressionante e una scarica elettrica quasi da record. A dirlo sono i numeri, freddi e inesorabili: in un arco di sei ore, sulla regione sono stati registrati oltre 18.000 fulmini, un dato che trasforma questa perturbazione non in una semplice pioggia stagionale, ma in un vero e proprio evento meteorologico estremo, di quelli che mettono a dura prova il territorio e la capacità di risposta della macchina dei soccorsi.
Il nubifragio in Garfagnana e la valle del Serchio
Le zone più colpite dal violento fronte temporalesco sono state quelle tradizionalmente più esposte al rischio idrogeologico. In particolare, la Garfagnana e l'intera valle del Serchio hanno subito l'impatto più distruttivo del maltempo, con piogge che hanno assunto le caratteristiche del nubifragio. A Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca, si sono abbattuti 87 millimetri di pioggia in meno di sessanta minuti, un'intensità che ha trasformato i corsi d'acqua minori in torrenti in piena.
Anche nella gola stretta di Fabbriche di Vergemoli, altro comune della stessa area, il dato è stato impressionante, con punte di 75 millimetri orari. Oltre 60 millimetri all'ora, infine, sono stati registrati a Fornovolasco, dove il rischio idrogeologico è da sempre una costante e dove l'eccezionalità dell'evento ha riacceso i riflettori sulla fragilità di queste vallate.
Raffiche di vento e danni sulle Alpi Apuane
A complicare il quadro non è stata solo l'acqua, ma anche la furia del vento. Raffiche notevoli si sono abbattute sulle Alpi Apuane e lungo tutto il crinale appenninico fino a quello Pistoiese, creando le condizioni ideali per cadute di alberi e rami pericolanti. Le raffiche, combinate con il suolo già saturo per le precipitazioni intense, hanno reso instabili diversi versanti, innescando piccoli smottamenti e dissesti che hanno richiesto l'intervento immediato dei vigili del fuoco.
La situazione, già critica nelle prime ore del mattino, è rimasta sotto stretta osservazione da parte della protezione civile regionale, che aveva prontamente diramato un'allerta arancione per il maltempo, valida proprio per la giornata di domenica.
L'allerta della protezione civile e l'estensione del fronte
Il bollettino meteorologico aveva già preannunciato un brusco cambio di scenario, con un'area depressionaria atlantica in transito sul paese, pronta a "favorire condizioni di spiccata instabilità". Le previsioni, come spesso accade in questi casi, si sono rivelate esatte nell'indicare il Nord-Ovest come primo bersaglio della perturbazione, per poi estendere il fronte temporalesco al resto delle regioni settentrionali e a buona parte di quelle centrali peninsulari.
L'allerta arancione in Toscana si è accompagnata a una pioggia di allerta gialle in altre nove regioni italiane, segno che l'ondata di maltempo ha carattere nazionale e interesserà vaste fette del territorio nelle prossime ore.
L'emergenza nella provincia di Pisa e il lavoro dei vigili del fuoco
La perturbazione, dopo aver flagellato le zone a nord della regione, si è spostata rapidamente verso sud, investendo in pieno anche la provincia di Pisa. Nelle prime ore del mattino di domenica 26 luglio, il fronte temporalesco ha attraversato il territorio pisano, lasciandosi alle spalle allagamenti, strade impraticabili e una lunga serie di richieste d'aiuto. I vigili del fuoco, già in allerta, sono stati costretti a un'uscita massiccia per fronteggiare l'emergenza.
Il personale del Comando di Pisa ha effettuato una ventina di interventi direttamente riconducibili al maltempo, che vanno dalla rimozione di rami pericolanti alla messa in sicurezza di immobili minacciati da allagamenti. Si è trattato, nella maggior parte dei casi, di dissesti idrici minori, ma sufficienti a bloccare il traffico e a creare disagi alla popolazione.
La perturbazione e il contrasto con gli incendi in Spagna
Mentre la Toscana lottava contro l'acqua e il vento, a poche centinaia di chilometri di distanza, nella regione spagnola di Valencia, la situazione era radicalmente opposta. Le fiamme hanno continuato a divorare ettari di vegetazione, costringendo all'evacuazione di circa 15.000 persone. Un contrasto drammatico che evidenzia l'estrema variabilità del clima attuale, capace di produrre eventi estremi opposti in aree geografiche relativamente vicine, mettendo in ginocchio tanto le infrastrutture per l'emergenza idrica quanto quelle per il contenimento degli incendi.
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