Anthropic presenta domanda di quotazione a Wall Street

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Era nell’aria da settimane, questa mossa, e adesso il passo è diventato concreto: Anthropic, l’ex startup nota per il suo chatbot Claude – considerato da molti il vero rivale di ChatGpt di OpenAI – ha annunciato di aver depositato in via confidenziale la documentazione necessaria per la sua offerta pubblica iniziale (IPO) presso la Securities and Exchange Commission (Sec), l’autorità di regolazione dei mercati statunitensi.

La società, fondata dai fratelli Dario e Daniela Amodei, accelera così verso Wall Street in una nuova fase della competizione finanziaria che sta ridefinendo il settore dell’intelligenza artificiale, forte di una valutazione che nell’ultimo round di raccolta ha raggiunto la cifra record di 965 miliardi di dollari, una somma che la colloca di fatto alle spalle del ristrettissimo club delle aziende più preziose del pianeta.

La corsa a precedere OpenAI sul tempo di Borsa

La domanda – presentata a inizio giugno – rappresenta un vantaggio competitivo non trascurabile nei confronti della rivale OpenAI, la quale, nonostante le sue dimensioni e la notorietà del suo modello GPT, sembra ora dover inseguire Anthropic in questa specifica partita finanziaria.

Se da un lato la presentazione del prospetto S-1 (un documento che getta le basi per la futura quotazione) non implica ancora un debutto immediato sul listino – dato che la Sec dovrà completare la sua revisione e le condizioni di mercato giocheranno un ruolo decisivo – dall’altro lato questa mossa invia un segnale inequivocabile agli investitori e agli analisti, suggerendo che la società guidata da Dario Amodei intende sfruttare l’attuale finestra di entusiasmo per il comparto prima che questo si saturi.

L’operazione si inserisce in un contesto più ampio, quello di una stagione di IPO tecnologiche di portata storica, che vede anche colossi come SpaceX prepararsi al debutto, creando una corsa all’accaparramento dei capitali che pochi anni fa sarebbe stata impensabile.

La crescita esponenziale di un ex laboratorio di ricerca

Fondata soltanto nel 2021 da un gruppo di ricercatori fuoriusciti proprio da OpenAI – i quali erano preoccupati per la direzione troppo commerciale e poco attenta alla sicurezza che stava prendendo l’allora startup di Sam Altman – Anthropic ha saputo trasformare una filosofia prudente in un gigantesco business, capitalizzando l’esigenza delle grandi imprese di adottare un’intelligenza artificiale potente ma controllabile.

Basti pensare che la sua valutazione è passata dai 380 miliardi di dollari di febbraio a quasi mille miliardi nel giro di pochi mesi, una progressione che ha trovato il suo motore principale in prodotti come Claude Code, uno strumento di assistenza alla programmazione capace di generare da solo ricavi annuali per decine di miliardi di dollari, spingendo la revenue complessiva dell’azienda oltre i 47 miliardi su base annua.

Il deposito dei documenti alla Sec – una pratica standard per le società che si preparano a uno sbarco in Borsa, ma che in questo caso assume una valenza strategica particolare – arriva dopo che l’azienda ha concluso una mega-raccolta da 65 miliardi guidata da fondi del calibro di Altimeter Capital e Sequoia Capital, un’iniezione di liquidità che le ha consentito di rafforzare la propria infrastruttura di calcolo e di consolidare le partnership con colossi come Amazon e Google.

La sfida tecnologica e il modello Mythos

Non si tratta, tuttavia, soltanto di una questione di denaro contante: la guerra tra Anthropic e OpenAI, che ha portato la prima a superare la seconda anche nella valutazione di mercato, si gioca anche sul piano della pura innovazione tecnologica, un aspetto che la società di Dario Amodei ha curato con particolare attenzione.

In questo senso, l’azienda punta molto sulla sua famiglia di modelli Claude, nella quale rientra anche il tanto discusso “Mythos”, un sistema dotato di capacità avanzate di cybersicurezza – attualmente accessibile solo a un numero ristretto di enti tramite l’iniziativa denominata Project Glasswing – che sarebbe in grado di individuare vulnerabilità informatiche zero-day con un’efficacia superiore a quella umana.

Questa capacità, che ha spinto recentemente le istituzioni europee a richiedere un accesso diretto al modello per colmare le proprie falle di sicurezza, rappresenta un biglietto da visita decisamente influente nei confronti di quegli investitori istituzionali che, prima di sottoscrivere l’IPO, vorranno valutare la solidità del fossato tecnologico dell’azienda.

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