Openai si prepara alla quotazione a Wall Street, intanto spacex e anthropic accelerano
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Redazione Economia
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Da qualche settimana, negli ambienti finanziari americani – e non solo, visto che l’eco di certe operazioni si propaga rapidamente anche sulle piazze europee – circola con insistenza la sensazione che il momento tanto atteso stia per arrivare. OpenAi, la società che ha trasformato l’intelligenza artificiale generativa in un fenomeno di massa grazie a ChatGPT, si starebbe infatti preparando a muovere i primi passi concreti verso la sua ammissione alla Borsa di New York. Secondo quanto ricostruito da diversi media statunitensi, nei prossimi giorni verrà presentata la documentazione preliminare per un’offerta pubblica iniziale, un segnale che non può essere letto come una mera formalità burocratica ma piuttosto come l’indicazione di una possibile accelerazione dei tempi. Del resto, dopo l’ultimo ingente round di finanziamento, quello di marzo che ha fatto registrare una cifra intorno ai 122 miliardi di dollari, la valutazione complessiva dell’azienda ha toccato quota 852 miliardi. Una molecola di capitale così imponente non poteva che spingere i vertici – a cominciare da Sam Altman – a guardare con convinzione verso il mercato azionario.
Spacex fissa una data storica, openai insegue con la sua ipo
Eppure, OpenAI non è l’unica protagonista di questa improvvisa corsa verso Wall Street. C’è una data, il 12 giugno, che già campeggia su molti calendari degli analisti: quel giorno SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk, punta a realizzare la più grande offerta pubblica iniziale di sempre. Il debutto è previsto al Nasdaq, con una valutazione che sfiora i 1.750 miliardi di dollari, una cifra che – se confermata – riscriverebbe molte delle gerarchie conosciute. Non si tratta solo di dimensioni: renderebbe Elon Musk il primo triliardario al mondo. In questo scenario, OpenAI si muove come un inseguitore di lusso, consapevole che il momento è propizio per cavalcare un’ondata di entusiasmo senza precedenti. La sua Ipo, se davvero sarà formalizzata nei prossimi giorni, arriverebbe in una stagione che potrebbe ridefinire interi settori, dalla tecnologia all’aerospazio fino ai servizi finanziari.
Polymarket ci scommette: il duello openai-anthropic diventa un affare
A confermare l’attenzione spasmodica su queste operazioni ci pensa anche un attore in apparenza marginale ma rivelatore: Polymarket, la piattaforma di scommesse che da qualche giorno ha deciso di trasformare in business la domanda che molti investitori si pongono sottovoce. Quando si quoteranno, esattamente, OpenAI e Anthropic? Proprio per questo, il portale consente ormai di puntare sugli iter che porteranno al debutto in borsa delle due società, includendo parametri come l’andamento della valutazione e le tempistiche delle rispettive offerte pubbliche. Una scommessa, a ben vedere, non solo sul calendario ma sulla capacità di queste aziende di mantenere le promesse di crescita. Anthropic, dal canto suo, ha già dimostrato – con la nuova documentazione depositata mercoledì 20 – di poter generare profitti molto prima del previsto, un elemento che ne aumenta ulteriormente l’attrattiva agli occhi dei grandi fondi.
Nvidia cresce dell’85%, l’intelligenza artificiale spinge tutto il settore
Non si può comprendere l’urgenza di queste manovre senza guardare ai numeri che arrivano da chi l’intelligenza artificiale la alimenta già da anni. Nvidia, il colosso dei chip, ha registrato ricavi in crescita dell’85 per cento, un balzo che testimonia quanto la domanda di potenza di calcolo sia destinata a restare elevata. E se il produttore di semiconduttori già quotato raccoglie i frutti dell’espansione del settore, per OpenAI e Anthropic l’approdo in Borsa rappresenterebbe la consacrazione definitiva. Entrambe le società, va ricordato, fanno parte di quella ristrettissima cerchia di startup definite “triliardarie” – potenzialmente in grado di superare il valore di mille miliardi – e mercoledì 20, in una sola giornata, hanno compiuto passi decisivi in questa direzione. Per OpenAI, la presentazione della domanda di quotazione già venerdì 22 – secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal – non è che l’ultimo, significativo tassello di una strategia che sembra ormai inarrestabile.




