La beffa nei minuti di recupero: Diallo consegna alla Costa d’Avorio i tre punti contro un Ecuador sprecone
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Redazione Sport
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Nella notte italiana che scorreva tra domenica 14 e lunedì 15 giugno, il campo del Lincoln Financial Field di Philadelphia ha regalato l’ennesima dimostrazione di come il calcio, si sa, sia spesso questione di centimetri e di tempismo. A completare il quadro della prima giornata dei gironi E ed F dei Mondiali del 2026, sono arrivate le vittorie di Costa d’Avorio e Svezia; per la selezione africana, in particolare, il successo è arrivato con il fiato sospeso, capitalizzando al 90’ l’unica vera occasione nitida di una partita che sembrava stregata per quanto riguarda la fase realizzativa.
Tra legni e rimpianti: l’Ecuador non sfonda il muro ivoriano
Se si analizzasse la mole di gioco prodotta, verrebbe quasi istintivo archiviare la sfida come un clamoroso inganno del risultato. L’Ecuador, infatti, ha dominato a tratti il possesso palla e ha colpito ben tre legni nel corso della partita, un dato che racconta di una sfortuna davvero nera per i sudamericani. Già nella prima frazione di gioco, Yeboah e Minda avevano fatto tremare la traversa difesa da Yahia Fofana, mentre all’inizio della ripresa è stato il turno di Enner Valencia, il cui tiro si è infranto sul palo a porta praticamente spalancata.
Dall’altra parte, la Costa d’Avorio, benché in difficoltà nel costruire trame di gioco fluide contro l’aggressività ecuadoregna, ha retto l’urto grazie a una retroguardia attenta e a un paio di interventi decisivi del suo estremo difensore.
L’ex di Atalanta gela Philadelphia: la cronaca del finale
Mentre il cronometro scorreva inesorabile verso quello che sembrava un equo pareggio a reti bianche, la panchina ivoriana – e in particolare il tecnico Emerse Faé – ha pescato l’asso nella manica decisivo. Amad Diallo, entrato nella ripresa per dare nuova linfa alla manovra offensiva, si è trovato al posto giusto nel momento più cruciale.
Al 90’, una cavalcata prepotente del terzino Wilfried Singo sulla destra ha rotto gli equilibri difensivi dell’Ecuador; il suo assist basso e teso ha trovato l’ex talento dell’Atalanta, che con un sinistro preciso non ha lasciato scampo al portiere Galindez. Una doccia gelata per la “Tricolor” di Sebastian Beccacece, che dopo aver sfiorato il vantaggio per tanti minuti si è ritrovata a mani vuote.
Nel finale, l’Ecuador ha provato a buttare il cuore oltre l’ostacolo, ma la difesa degli “Elefanti” ha retto l’urto, blindando un successo che vale oro in ottica qualificazione.
Svezia e la valanga sui nordafricani: una lezione di cinismo
Nell’altro match disputato nella notte, valevole per il gruppo F, la Svezia ha offerto una prestazione ben più perentoria, travolgendo la Tunisia con un netto 5-1. A Guadalupe, la banda guidata da Graham Potter ha dimostrato una superiorità schiacciante, sfruttando una coppia d’attacco letale formata da Isak e Gyokeres. Yasin Ayari, centrocampista dal sangue freddo, ha firmato una doppietta personale, mentre le reti del duo offensivo e di Svanberg hanno smantellato la retroguardia tunisina, apparsa ingenua in diverse circostanze.
Il gol della bandiera messo a segno da Omar Rekik poco prima dell’intervallo è stato solo un flebile palliativo per i nordafricani, che hanno dovuto inchinarsi di fronte alla potenza di fuoco scandinava.
Classifica e scenario nei gironi: primi verdetti notturni
Con questi risultati, la classifica del gruppo E vede ora la Germania – reduce dal 7-1 inflitto a Curaçao – affiancata proprio dalla Costa d’Avorio a quota tre punti, mentre Ecuador e Curaçao restano ancora a secco. Una situazione di vantaggio considerevole per gli ivoriani, che si giocheranno le chance di accesso agli ottavi proprio nello scontro diretto contro i teutonici.
Nel gruppo F, invece, la Svezia si è portata saldamente al comando, imponendosi come la favorita d’obbligo per il passaggio del turno, lasciando alla Tunisia l’onere di dover recuperare terreno nelle prossime uscite per evitare un’eliminazione prematura.




