Blitz antidroga in provincia di Napoli, coinvolto anche il tiktoker Papusciello: 51 indagati
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Redazione Interno
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Un’operazione antidroga di vasta portata, condotta dai carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata, ha portato all’emissione di 51 misure cautelari nei confronti di altrettante persone, tra cui spicca il nome di Antonio Gemignani, noto tiktoker della zona con il soprannome di «Papusciello». L’uomo, 47 anni, è attualmente irreperibile nonostante il gip Luisa Crasta gli abbia imposto l’obbligo di presentazione alle autorità. Gemignani, spesso coinvolto in spettacoli di varietà e comici, è solo uno dei tanti volti di un’indagine che ha svelato una rete di traffico di cocaina con un giro d’affari stimato in 8 milioni di euro, esteso tra Napoli, Salerno e Catania.
Tra gli indagati figura anche un sacerdote, finito nel mirino degli inquirenti non per reati legati alla droga, bensì per il reato di falso. Il religioso, che opera in una parrocchia della provincia di Napoli, sarebbe stato coinvolto nell’inchiesta a seguito di verifiche su uno degli indagati, sottoposto a messa in prova presso la sua chiesa. Un dettaglio che aggiunge un ulteriore tassello a un quadro già complesso, in cui le indagini, supportate da intercettazioni telefoniche, ambientali e riprese video, hanno portato alla luce dinamiche criminali ben organizzate.
Particolarmente emblematico è il caso di una donna arrestata mentre spacciava droga tenendo in braccio la figlia neonata, presumibilmente nella speranza di evitare controlli. Un gesto che, oltre a evidenziare la spregiudicatezza dei metodi adottati, ha suscitato sconcerto tra gli investigatori. La donna è stata fermata nel corso di un’operazione che ha visto l’impiego di decine di militari, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata e dal procuratore Nunzio Fragliasso.
L’inchiesta, che ha portato alla luce una rete ben strutturata, si è concentrata su trafficanti e spacciatori attivi in diverse province, con ramificazioni che raggiungono anche la Sicilia. Le misure cautelari, emesse dal gip su richiesta della Procura, includono arresti domiciliari, obblighi di presentazione e divieti di dimora, a dimostrazione della gravità dei reati contestati. Tra i reati principali figurano il traffico e lo spaccio di cocaina, con un volume d’affari che ha superato i confini regionali.
L’operazione, che ha richiesto mesi di indagini, si inserisce in un contesto già segnato da precedenti interventi delle forze dell’ordine nel territorio campano, noto per essere un crocevia di traffici illeciti. La collaborazione tra carabinieri e magistratura ha permesso di smantellare una rete che, oltre a minare la sicurezza pubblica, rappresentava una fonte di guadagno illecito di proporzioni significative. Tra gli indagati, molti sono già noti alle forze dell’ordine per precedenti reati, mentre altri, come il tiktoker Papusciello, si trovano per la prima volta al centro di un’inchiesta giudiziaria.




