Ciao Viola, buon viaggio: il dolore silenzioso per la giovane travolta da un camion

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le parole, di fronte a quel tratto di asfalto in via De Giovanni, si sono dissolte nel pianto, sostituite da un silenzio carico di uno strazio che non ha bisogno di espressioni. Defilati e stretti in un dolore che li rendeva un'unica entità, gli amici di Viola Mazzotti si sono radunati sul luogo dove, in un attimo destinato a segnare un prima e un dopo, la vita della ventitreenne è stata stroncata. È stato un camion, mentre lei percorreva la pista ciclabile, a travolgerla e ucciderla sul colpo, all'angolo con via dell'Arcoveggio, in una mattina di martedì divenuta improvvisamente la fine di tutto. "Viola, eri un'anima splendida", hanno sussurrato alcuni, con le voci strozzate da un'emozione che non concedeva spazio alla rassegnazione; altri, fissando quel punto preciso, hanno aggiunto: "meritavi più tempo", in una constatazione che è anche un'accusa muta al destino. La sua indole pacifica è emersa con forza da un altro ricordo, affidato all'aria della sera: "era impossibile farti arrabbiare", un'immagine che si scontra, senza possibilità di riconciliazione, con la violenza della sua fine.

L'ultimo saluto nella città d'origine

L'addio a Viola Mazzotti, la giovane cervese che aveva scelto Bologna come sua città d'adozione, vivendo sotto le Due Torri, avverrà sabato nel Duomo di Cervia, dove le esequie sono state fissate per le 14.30. Un appuntamento al quale sono attese centinaia di persone, pronte a rendere omaggio a quella che in molti, ricordandola, non esitano a definire una "ragazza d'oro". Un'affettuosa etichetta che racchiude la percezione comune di una persona speciale, la cui assenza, come hanno confessato gli amici del mare, lascia un vuoto incolmabile: "Senza di te non sarà più la stessa cosa". Un presagio di un futuro inevitabilmente opacizzato dalla sua mancanza.

La protesta muta e i segni sulla strada

Proprio sull'asfalto che ha visto consumarsi la tragedia, qualcuno ha voluto lasciare un messaggio diretto e struggente, scrivendo sopra le strisce pedonali: "Ciao Viola, buon viaggio". È in quel punto esatto che, nella serata successiva all'incidente, si è ritrovata una fitta comunità di dolore, composta da amici, colleghi e da molti rappresentanti dei ciclisti bolognesi. Si sono ritrovati in mezzo alla strada, in un presidio spontaneo e carico di sofferenza, per dire, con la loro semplice presenza, che "basta, non se ne può più". Un lutto collettivo che si è trasformato in una silenziosa, ma potentissima, richiesta di attenzione.

Le reazioni politiche e la questione sicurezza

La morte di Viola, un'altra vittima della strada in un tratto da molti considerato particolarmente pericoloso, ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza stradale in città. L'incidente, che ha visto coinvolti un camion e una bicicletta, ha spinto le realtà attive nella promozione della sicurezza, a partire dal comitato Bologna 30 che ha organizzato un sit-in con un centinaio di persone, a rilanciare le proprie richieste all'amministrazione comunale. Chiedono più controlli e soprattutto maggiore "coraggio politico" nell'attuazione della Città 30, il progetto volto a moderare il traffico. A queste sollecitazioni, il sindaco Matteo Lepore e l'assessore alla Mobilità Michele Campaniello hanno risposto assicurando il massimo impegno, annunciando anche una "fase 2" del piano, che prevede nuovi strumenti per mettere in sicurezza la città e per fare diminuire la velocità dei veicoli.

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