Ryanair rafforza la presenza a Torino con un terzo aereo, due rotte per l’Est e un obiettivo di 3,3 milioni di passeggeri

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La programmazione estiva dello scalo torinese si arricchisce in maniera sostanziale, complice la strategia espansiva che la compagnia low cost irlandese ha delineato per il 2026. Ryanair, infatti, ha comunicato nei giorni scorsi i dettagli di un piano che porterà alla base di Caselle un terzo aeromobile, un Boeing che andrà ad aggiungersi ai due già stanziati e che rappresenta, da solo, una fetta importante dell’investimento complessivo da 300 milioni di dollari dedicato al Piemonte -1. L’operatività che ne deriva, con oltre 380 voli settimanali, punta a movimentare qualcosa come 3,3 milioni di viaggiatori all’anno, segnando un incremento del 21 per cento rispetto alle performance precedenti e consolidando il ruolo del "Sandro Pertini" come hub di riferimento nel Nord Italia per il vettore -5-6.

Dall’inverno all’estate, il potenziamento della flotta e delle frequenze

Il movimento era già iniziato nei mesi freddi, quando la compagnia aveva basato il terzo velivolo per la stagione invernale 2025-26, e ora l’ulteriore passo in avanti concretizza una crescita che la dirigenza dell’aeroporto, per bocca del direttore sviluppo aviation Paolo Papale, definisce “davvero significativa”, tant’è che nel 2025 lo scalo ha superato il record di 5 milioni di passeggeri complessivi -2-9. Non si tratta solo di numeri assoluti, ma di una revisione profonda della rete di collegamenti: delle 32 rotte complessive in programma, due rappresentano l’assoluta novità dell’estate, ovvero i collegamenti con Sofia, la capitale bulgara, e con Tirana, in Albania, destinazioni che rispondono all’interesse per i mercati dell’Europa orientale, sia in termini di flussi turistici in partenza che di potenziale incoming -3.

Accanto alle nuove tratte, il vettore ha ritoccato al rialzo la frequenza dei voli su una decina di mete già ampiamente rodate. Tra queste, alcune risultano particolarmente care al traffico leisure e a quello di ritorno verso le regioni meridionali: si aggiungono infatti frequenze supplementari per Lamezia Terme, Reggio Calabria, e Trapani-Marsala, ma anche per scali internazionali molto richiesti come Madrid, Malaga, Siviglia, Malta e Marrakech -1-10. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire una connettività più capillare, capace di intercettare sia la domanda di chi parte dal Piemonte sia quella di chi arriva, supportando così un indotto che, secondo le stime della stessa compagnia, supera i 2.500 posti di lavoro nel territorio -5.

L’investimento sui nuovi Boeing e il nodo dell’addizionale municipale

Questa espansione si inserisce in un quadro più ampio di rinnovo della flotta a livello nazionale, che ha visto Ryanair immettere nuove decine di Boeing 737-8200, consegnati tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026. Aeromobili, questi, che garantiscono maggiore efficienza e capacità, e che vengono dirottati sugli scali dove la compagnia decide di concentrare le proprie risorse, come nel caso di Torino -6. E proprio mentre annuncia gli investimenti, la dirigenza della low cost non perde occasione per tornare a sollecitare il governo sulla questione dell’addizionale municipale, una tassa che grava sui biglietti e che, a detta del responsabile comunicazione Italia Fabrizio Francioni, rappresenta un freno alla competitività del Paese -3. L’auspicio, ribadito in occasione della presentazione del piano estivo, è che l’esecutivo intervenga per rimuoverla, pena il rallentamento di quella macchina dei collegamenti a basso costo che, nei fatti, continua a produrre numeri in crescita in molte regioni italiane.

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