Sferzata di caldo africano a fine agosto, poi il crollo delle temperature con temporali e maltempo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La settimana che sta per aprirsi si presenta con un quadro meteorologico decisamente contrastante, destinato a tenere con il fiato sospeso gli italiani abituati a un'estate ormai agli sgoccioli ma ancora capace di riservare sorprese. Dopo il transito delle perturbazioni che nei giorni scorsi hanno interessato il Nord, portando piogge abbondanti e temporali caratterizzati da migliaia di fulmini e raffiche di vento molto intense, l'attenzione si sposta ora verso la nuova impennata delle temperature.

Il termometro, infatti, è pronto a risalire in modo deciso, con picchi che potranno toccare i 40 gradi in diverse regioni, segnando un’ultima, vibrante fiammata estiva prima di un cambiamento ben più radicale.

L’anticiclone africano detta ancora le regole tra caldo e temporali

L’anticiclone africano, che ormai da settimane rappresenta il dominatore incontrastato del clima mediterraneo, si appresta a lanciare un nuovo assalto proprio negli ultimi giorni di agosto. Le precipitazioni e i temporali che hanno recentemente interessato il Nord e l’alto Tirreno hanno certamente portato un temporaneo sollievo, facendo calare le temperature in quelle aree, ma al Centro e, soprattutto, al Sud l'afa è rimasta particolarmente opprimente. Secondo le analisi di Federico Brescia de iLMeteo.

It, l'avvio della settimana sarà subito segnato dal passaggio di un primo cavo d'onda instabile che, pur portando qualche perturbazione, non basterà a scalfire la struttura dell'alta pressione di origine subtropicale. La conseguenza è un'Italia ancora una volta divisa in due, con il Nord che potrebbe sperimentare ulteriori episodi temporaleschi mentre il Meridione e le Isole Maggiori si preparano ad accogliere una nuova, intensa ondata di calore.

La nuova fiammata tra il 27 e il 29 agosto con punte fino a 40 gradi

Il momento più critico, per quanto riguarda il caldo, è atteso tra giovedì 27 e sabato 29 agosto, con il picco massimo dell'ondata calda concentrato probabilmente tra il 28 e il 29. Il colonnello Mario Giuliacci, noto meteorologo, ha tracciato un quadro piuttosto chiaro di questa rimonta dell'anticiclone africano, sottolineando come le temperature potranno raggiungere valori eccezionali per il periodo, soprattutto al Sud e in Sicilia, dove non si escludono punte di 40 gradi.

Questo aumento delle colonnine di mercurio sarà progressivo, iniziando già dai primi giorni della settimana, ma è proprio nella fase centrale che si registrerà l'intensità maggiore, regalando un assaggio di quell'africa che sembrava ormai aver esaurito la sua spinta propulsiva sull'Italia. Le regioni del Centro, pur non raggiungendo i picchi estremi del Sud, sperimenteranno comunque un sensibile rialzo termico, con temperature ben al di sopra delle medie stagionali.

L’arrivo della svolta: crollo termico e maltempo al Nord

La svolta, però, è dietro l'angolo e si manifesterà con una brusca interruzione del regime caldo e stabile. Secondo le proiezioni elaborate da Giuliacci e dagli altri centri meteo, la rimonta africana sarà solo un fuoco di paglia, destinato a essere spazzato via dall'arrivo di correnti più fresche e instabili di origine atlantica.

Tra la fine del mese e i primi giorni di settembre, un fronte perturbato più organizzato e incisivo potrebbe attraversare il Mediterraneo, determinando un generale crollo delle temperature su tutta la penisola, a partire dalle regioni settentrionali dove i temporali potrebbero tornare a manifestarsi con carattere di forte intensità.

Questa transizione porterà un deciso abbassamento dei valori termici, restituendo all'atmosfera un clima più consono al periodo autunnale, dopo una settimana che avrà segnato l'ultimo, acceso capitolo di un'estate 2026 che proprio non vuole arrendersi senza combattere.

Il quadro meteo di inizio settimana tra piogge e afa persistente

Nei primi giorni della settimana, il quadro sarà quindi caratterizzato da una certa variabilità, con il Nord esposto a temporali che potranno risultare localmente violenti a causa dell'energia in gioco, mentre il resto del Paese resterà sotto la morsa del caldo e dell'umidità. L'afa, in particolare, rappresenterà un fattore di disagio significativo soprattutto nelle città, dove l'assenza di ventilazione e l'elevato tasso di umidità renderanno le condizioni percepibili molto più pesanti di quanto indichino i soli valori termici.

Al Sud e sulle Isole Maggiori, l'aria calda in arrivo direttamente dal deserto del Sahara contribuirà a innalzare ulteriormente la colonnina di mercurio, mentre al Nord i temporali pomeridiani potranno offrire un momentaneo refrigerio, ma anche portare con sé il rischio di nubifragi e grandinate. Le previsioni indicano che questa fase di instabilità al Nord potrebbe ripresentarsi anche nei giorni immediatamente successivi, mantenendo viva la spaccatura tra un'Italia settentrionale alle prese con il maltempo e un'Italia centro-meridionale ancora alle prese con il gran caldo.

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