Attentato a Trump, un caso di vicinanza o premeditazione?
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Redazione Esteri
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L'attentato a Donald Trump, l'ex presidente degli Stati Uniti, ha sollevato una serie di domande. L'incidente è avvenuto durante un comizio a Butler, in Pennsylvania, e ha rafforzato ulteriormente la sua candidatura alla presidenza.
Il ruolo della vicinanza
Gli investigatori hanno concluso che Thomas Matthew Crooks, l'attentatore, potrebbe aver scelto Trump come bersaglio semplicemente perché il comizio era a un'ora di distanza da casa sua. Questo ha portato a dubbi sulla casualità dell'attacco e sulla scelta del tycoon come obiettivo.
La letteratura e l'attentato
L'attentato ai presidenti degli Stati Uniti è un tema ricorrente nella letteratura americana. Nel 2017, Sam Bourne, giornalista del Guardian, ha scritto "To kill the President", un bestseller mondiale non ancora pubblicato in Italia. Il libro racconta di un complotto per assassinare un controverso presidente appena eletto, che sembra essere Donald Trump.
Le condizioni di Trump
Il proiettile che ha ferito Trump è passato a circa 6 millimetri dal suo cranio, provocando un foro di 2 centimetri nell'orecchio destro. Il dottor Ronny Jackson, deputato repubblicano del Texas e ex medico della Casa Bianca, ha assistito Trump dopo l'attentato.
L'uso di un drone
Emergono nuovi dettagli sull'attentato. Secondo il Wall Street Journal, Crooks avrebbe fatto volare un drone sull'area del comizio poco prima che Trump prendesse la parola. Questo ha alimentato le polemiche sulle misure di sicurezza adottate dal Secret Service, incaricato di occuparsi dei controlli prima dell'evento e dell'incolumità dell'ex presidente. Le prime indagini hanno rivelato diverse lacune nelle misure di sicurezza.




