Manfredi sostiene una manifestazione per l’Europa in più piazze, mentre la sinistra è in crisi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente nazionale dell’Anci, ha espresso il suo pieno sostegno all’idea di una manifestazione diffusa in più piazze italiane per celebrare e difendere l’Europa, proposta da Michele Serra sulle pagine di Repubblica. “Sono molto favorevole a quest’idea – ha dichiarato Manfredi – perché credo che sia importante ribadire l’unità e la centralità del Vecchio Continente in un momento storico particolarmente delicato”. L’iniziativa, che prevede l’esposizione delle sole bandiere dell’Unione europea, senza simboli di partito, sta raccogliendo adesioni trasversali, ma ha anche messo in luce le divisioni all’interno della sinistra italiana.

Mentre alcuni, come il giovane presidente di +Europa Matteo Hallissey, vedono nella proposta di Serra un’opportunità vitale per coinvolgere le nuove generazioni, altri sembrano incerti sulla direzione da prendere. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha infatti lanciato un appello per un sit-in anti-governo, creando un cortocircuito politico che ha lasciato l’opposizione in tilt. La questione non è solo se scendere in piazza, ma anche come farlo: con la bandiera dell’Europa o al fianco di Conte?

La proposta di una piazza unitaria per l’Europa arriva in un momento di tensioni internazionali, accentuate dalle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che hanno ulteriormente messo in crisi i rapporti diplomatici globali. Serra, nel suo articolo, ha descritto l’Europa come “un vaso di coccio fra due vasi di ferro, per giunta ripieni di bombe atomiche”, sottolineando l’urgenza di una risposta corale e trasversale.

Hallissey, 21enne bolognese, ha accolto con entusiasmo l’idea, definendola “bellissima” e necessaria per il futuro dei giovani. La sua visione, ereditata in parte dalla tradizione radicale di Marco Pannella, punta a un’azione politica che coinvolga direttamente il corpo e la presenza fisica, in contrasto con l’astrazione e la distanza che spesso caratterizzano il dibattito istituzionale.

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