Sampdoria, Manfredi: «Mancini non ha avuto bisogno di essere convinto, è con noi»
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Redazione Sport
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La Sampdoria, invischiata in una lotta per evitare la retrocessione in Serie C, ha deciso di voltare pagina con un drastico cambio di rotta. Il presidente Matteo Manfredi, intervenendo ai microfoni di Sky Sport, ha spiegato le ragioni della rivoluzione tecnico-dirigenziale che ha portato all’esonero di Leonardo Semplici e all’addio di Pietro Accardi, responsabile dell’area tecnica. Al loro posto, la società ha scelto di affidarsi ad Alberigo Evani in panchina e di coinvolgere Roberto Mancini, storico volto blucerchiato, in un ruolo di supporto.
«Non c’è stato bisogno di convincerlo», ha detto Manfredi riferendosi a Mancini, sottolineando come l’ex ct della nazionale abbia scelto di affiancare la squadra «fin dall’inizio di questa avventura, specialmente nei momenti più complicati». Una presenza che, al di là del valore simbolico, rappresenta un tentativo di risollevare una squadra che, nonostante le potenzialità, ha accumulato ritardi e occasioni sprecate. «Dobbiamo lavorare subito — ha aggiunto il presidente — perché abbiamo dimostrato troppo poco finora. La squadra ha qualità, ma servono interventi immediati, non solo dal punto di vista tecnico».
La mossa arriva dopo una giornata convulsa, culminata con l’ufficializzazione dei cambiamenti. Accardi, legato alla Sampdoria da anni, lascia il club, mentre Evani — già collaboratore di Mancini in nazionale — eredita una panchina delicata, con la squadra in bilico. Manfredi, senza giri di parole, ha riconosciuto la gravità della situazione: «Poche alternative, ora bisogna rimboccarsi le maniche e ritrovare l’identità».




