Vertice al Mit: corsi di educazione stradale alle superiori e più personale in divisa nelle stazioni
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Redazione Interno
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Si è tenuto ieri presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un vertice di primaria importanza che ha visto riuniti i vertici del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con l'amministratore delegato Stefano Antonio Donnarumma, e le principali società operative del gruppo, tra cui Trenitalia, Rete Ferroviaria Italiana, Anas, FS Engineering e FS Security.
L'incontro, convocato dal vicepremier e ministro Matteo Salvini, ha rappresentato un'occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento degli investimenti infrastrutturali, sul programma dei cantieri che interesseranno l'estate del 2026 e sull'andamento della puntualità del servizio ferroviario, in un momento caratterizzato da un numero record di interventi in corso sulla rete nazionale.
Puntualità in crescita nonostante i cantieri
Nonostante gli oltre 1.300 cantieri attivi sull'intera rete nazionale, un numero che testimonia l'impegno senza precedenti del gruppo in termini di investimenti e ammodernamento delle infrastrutture, il trend della puntualità ha registrato un significativo miglioramento.
Dai dati emersi nel corso della riunione è emerso che a giugno di quest'anno la puntualità ha raggiunto il 76 per cento, un valore in netta crescita rispetto allo stesso mese del 2025, quando si era fermata al 69 per cento, e del 2024, anno in cui si era attestata al 70 per cento. Un dato, questo, che ha fornito un quadro incoraggiante sull'efficacia delle misure adottate per migliorare la gestione della circolazione e la resilienza della rete, sebbene le sfide da affrontare rimangano ancora numerose.
Manomissioni e furti di rame tra le cause dei disagi
Nel corso del vertice è stata fornita un'analisi dettagliata delle cause che continuano a generare disagi e ritardi sulla rete ferroviaria. Secondo quanto riferito dal ministero, le manomissioni della rete e i furti di rame rappresentano ancora un problema significativo: solo nei primi mesi di quest'anno questi episodi hanno provocato il ritardo di circa 600 treni. A questi fattori si aggiungono anche i guasti ai convogli di altre compagnie ferroviarie, che contribuiscono a complicare ulteriormente la regolarità del servizio.
In questo quadro, l'attenzione del ministero e del gruppo FS si è concentrata sulla necessità di intensificare le azioni di prevenzione e controllo per tutelare l'infrastruttura strategica per la mobilità del paese.
Potenziamento della sicurezza e Piano estate 2026
L'incontro al Mit ha rappresentato anche l'occasione per fare il punto sul fronte della sicurezza ferroviaria, un ambito in cui sono stati ottenuti risultati significativi grazie all'impegno di FS Security. Tra gennaio e aprile di quest'anno, rispetto allo stesso periodo del 2025, si è registrata una riduzione del 59,7 per cento delle aggressioni al personale del Gruppo FS e un calo del 45 per cento dei furti nelle stazioni.
Dati analoghi erano emersi anche nel primo trimestre dell'anno, con una diminuzione del 57 per cento delle aggressioni al personale di Trenitalia. Questi risultati, secondo il ministero, confermano l'efficacia del modello integrato di sicurezza basato su un presidio capillare del territorio e su una stretta collaborazione con le Forze dell'Ordine.
In quest'ottica, il ministro Salvini avrebbe espresso l'intenzione di lavorare per incrementare ulteriormente la presenza di personale in divisa nelle principali stazioni italiane, con l'obiettivo di aumentare l'organico di FS Security da 1.348 a 1.700 unità. Parallelamente, è stato presentato il Piano estate 2026, sviluppato per ridurre al minimo i disagi per i passeggeri durante la stagione estiva.
Il piano, che prevede un forte coordinamento tra Rfi, Trenitalia e Anas, includerà il potenziamento dei presidi operativi, il rafforzamento delle attività di manutenzione sulle principali linee, l'incremento dei servizi di assistenza ai clienti e l'attivazione di sistemi di intervento rapido per la gestione delle criticità.
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