Il caldo estremo e i conti dell'Europa: centinaia di miliardi di danni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le ondate di calore che stanno interessando il continente europeo non rappresentano soltanto un problema di comfort o di salute pubblica, ma si stanno trasformando in una vera e propria emergenza economica, con ricadute che, secondo le prime stime elaborate da economisti e centri di ricerca, si misurano già in centinaia di miliardi di euro.

Temperature record, siccità prolungate, incendi boschivi e il preoccupante abbassamento del livello dei fiumi stanno mettendo in ginocchio settori chiave come l'energia, i trasporti, l'agricoltura e il turismo, senza dimenticare il pesante fardello che tutto ciò comporta per i bilanci pubblici, costretti a far fronte a emergenze sempre più frequenti e costose.

L'estate che cambia il turismo: l'analisi di ING

Uno dei settori più esposti a questa trasformazione climatica è senza dubbio il turismo, e in particolare quello dell'Europa meridionale, da sempre considerata una meta privilegiata per chi cerca sole e caldo. Tuttavia, il concetto stesso di "caldo" sta mutando in modo radicale, e le proiezioni indicano un possibile spostamento dei flussi turistici verso il Nord Europa, con i vacanzieri alla ricerca di temperature più miti durante i mesi estivi.

In questo contesto, le parole dell'economista Carsten Brzeski, del gruppo olandese ING, appaiono particolarmente significative: "Riuscite a immaginare dei turisti che attraversano il Sud Italia o la Spagna con 45 gradi? Io no", ha dichiarato alla Reuters, sottolineando come la natura stessa del turismo sia destinata a cambiare.

Secondo Brzeski, se è vero che le regioni meridionali potrebbero continuare ad attrarre visitatori in altri periodi dell'anno, è altrettanto probabile che si assista a un calo significativo delle presenze nei mesi di giugno, luglio e agosto, quelli tradizionalmente più gettonati.

Danni immediati e un futuro già presente

L'impatto del cambiamento climatico sull'economia non è più una minaccia lontana, ma una realtà con cui fare i conti già oggi. Gli eventi estremi che caratterizzano questa estate, dalle piogge torrenziali in Cina agli incendi furiosi in Canada, Spagna e Francia, fino ai fiumi in secca in Europa, rappresentano un messaggio inequivocabile che la Terra sta inviando. Le conseguenze economiche sono sotto gli occhi di tutti: basti pensare che, secondo le stime, le ondate di calore estreme del 2022 hanno causato un incremento dell'inflazione nella zona euro di 0,34 punti percentuali.

Un dato che, sebbene possa sembrare modesto, rivela la sensibilità dei prezzi, in particolare di quelli agricoli ed energetici, alle variazioni climatiche. La siccità, ad esempio, riduce la produzione agricola e idroelettrica, facendo schizzare i prezzi e mettendo a dura prova le catene di approvvigionamento.

Il peso sul portafoglio delle generazioni attuali

Per decenni si è pensato al cambiamento climatico come a un problema ereditato dalle generazioni future, ma la realtà dei fatti sta dimostrando che le conseguenze drammatiche sono già ben visibili e tangibili. Il costo economico di questa crisi ambientale, che si manifesta attraverso danni alle infrastrutture, cali di produttività e costi sanitari aggiuntivi, sta gravando sulle economie europee in un momento storico già complesso.

Le centinaia di miliardi di euro di cui parlano gli analisti non sono solo numeri, ma rappresentano la perdita di valore in termini di beni e servizi, l'aumento delle spese per la ricostruzione e l'inevitabile frenata alla crescita. Inoltre, gli esperti avvertono che il peggio deve ancora venire, con il rischio che questi eventi estremi diventino sempre più frequenti e intensi, alimentando un circolo vizioso in cui l'economia è chiamata a sostenere costi sempre maggiori per mitigare e adattarsi a un clima che cambia rapidamente.

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