Bandecchi chiude l'hotel di Vallombrosa, la replica del sindaco Giunti: "Pronto a discutere, ma qui servono i fatti"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'annuncio è arrivato come una doccia gelata, veicolato da un video sui social che ha lasciato di stucco dipendenti e frequentatori dell'area. Stefano Bandecchi, imprenditore e sindaco di Terni, ha comunicato la decisione di chiudere l'Hotel La Foresta di Vallombrosa entro la fine di settembre, scaricando le responsabilità di questa scelta radicale su più fronti: il Comune di Reggello, i carabinieri forestali e, con un attacco a tutto campo, i "toscani che non hanno voglia di fare".

Una chiusura che, se concretizzata, lascerebbe la celebre località del Firenze senza la sua unica struttura ricettiva di riferimento, e che ha subito innescato un acceso braccio di ferro tra il proprietario e le istituzioni locali.

La doccia fredda per i dipendenti e la rabbia dell'imprenditore

Le prime vittime di questa decisione improvvisa sono i 17 dipendenti della struttura, i quali hanno appreso della propria imminente fine del rapporto di lavoro non attraverso un confronto diretto, bensì scorrendo i social network. Un modus operandi, quello del fondatore di Unicursano, che ha sollevato più di una polemica in una zona dove l'ospitalità rappresenta storicamente un volano economico e sociale.

Bandecchi, nel suo sfogo, ha motivato l'addio all'attività con la stanchezza accumulata per problematiche annose, lamentando in particolare la mancanza di un approvvigionamento idrico regolare: "Vado avanti coi pozzi", ha dichiarato il sindaco di Terni, spiegando che le difficoltà gestionali e il mancato supporto ricevuto lo hanno portato al punto di rottura, fino a spingerlo a tirare giù il bandone di un'attività che, stando alle sue parole, andrebbe avanti nonostante tutto.

La replica del sindaco di Reggello: un invito al confronto

La risposta non si è fatta attendere ed è arrivata direttamente dal primo cittadino del territorio che ospita l'albergo-rifugio, Andrea Giunti, il quale si è detto "amareggiato" per le accuse ma anche per le modalità con cui è stata gestita la comunicazione. Giunti ha sottolineato di non avere poteri reali di intervento su molte delle questioni sollevate da Bandecchi, in particolare quelle legate alla viabilità o alla gestione del patrimonio boschivo e idrico, competenze che spesso ricadono su enti superiori come la Regione o lo stesso corpo forestale.

Tuttavia, il sindaco ha teso una mano pubblica al collega ternano, invitandolo a un faccia a faccia concreto: "Bandecchi non l'ho più visto da quando ha comprato l'albergo – ha dichiarato Giunti – eppure c'è un mese di tempo rispetto all'ultimatum del 30 settembre, parliamone e cerchiamo le soluzioni giuste". Un invito che è stato formalizzato anche tramite una lettera, nel tentativo di scongiurare una chiusura che penalizzerebbe l'intero comprensorio di Vallombrosa e le sue tradizioni di villeggiatura.

Le accuse di Bandecchi e il nodo delle competenze

Le parole del sindaco di Reggello, che ha ribadito la sua disponibilità a discutere dei problemi sollevati da Bandecchi, vanno a smontare parte dell'accusa secondo cui le istituzioni locali sarebbero inerti. Nel mirino di Bandecchi non sono finiti solo il Comune e i carabinieri forestali, ma un'intera categoria di residenti, attaccati per una presunta mancanza di volontà nell'affrontare le criticità del territorio.

Una generalizzazione che il primo cittadino ha cercato di ricondurre alla concretezza, sottolineando come lo sviluppo turistico di Vallombrosa non possa prescindere da un dialogo costante tra privati e pubblica amministrazione. La sfida, nelle prossime settimane, sarà proprio quella di trasformare lo scontro mediatico in un tavolo tecnico utile a risolvere le annose questioni idriche e infrastrutturali che affliggono la zona, evitando che la decisione di un singolo imprenditore possa diventare il simbolo di un fallimento collettivo per un'intera area naturalistica di pregio.

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