Yamaha rinnova la R7 per i suoi 70 anni, presentando a Eicma la gamma 2026
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Ogni modello dell’R-Series, che dalla prima R1 del 1998 ha costantemente ridefinito i canoni delle sportive, rappresenta molto più di una semplice motocicletta, incarnando piuttosto il culmine di un know-how tecnico affinato in anni di competizioni e innovazione. In occasione del settantesimo anniversario dalla produzione della mitica YA-1, Yamaha celebra questo traguardo storico presentando all’Eicma 2025 una gamma 2026 che, unendo la tradizione alla ricerca più avanzata, conferma la volontà di superare i propri limiti per offrire mezzi dalle prestazioni ottimali, sia che si tratti di percorrere una strada di montagna che di spingere in pista. La passione per il motociclismo puro, che ha guidato l'azienda fin dal suo esordio, trova così piena espressione in una serie di novità, tra le quali spicca il rinnovamento della sportiva R7, la cui elettronica di gestione diventa ora più sofisticata e raffinata.
L'evoluzione elettronica del propulsore
La R7, la cui presenza è centrale allo stand Yamaha, riceve per il modello 2026 un’importante evoluzione tecnologica che interessa in modo particolare il sistema di alimentazione. La moto viene infatti dotata del sistema Yamaha chip controlled-throttle (Y-cct), il quale, rilevando con precisione gli input del pilota sull’acceleratore, permette alla centralina di calcolare in tempo reale il grado ideale di apertura della farfalla. Questo complesso meccanismo di controllo, che si avvale di un dialogo continuo tra comando e unità di gestione, si traduce in una curva di coppia notevolmente più fluida e costante a tutti i regimi, offrendo di conseguenza una sensazione di erogazione più lineare e prevedibile del bicilindrico CP2 da 689 cc, un propulsore che, raffreddato a liquido, è già noto per il suo carattere grintoso. Ne risulta un comportamento generale della motocicletta più docile e insieme performante, dove l'intervento elettronico, pur impercettibile nell'immediatezza della risposta, lavora in profondità per armonizzare la potenza erogata.
Una livrea che parla di storia
La celebrazione di un anniversario così significativo non poteva prescindere da un richiamo estetico alla storia agonistica del marchio, come sottolineato durante la presentazione. La colorazione scelta per omaggiare i settant'anni di attività, una combinazione di bianco e rosso che riecheggia le livree impiegate nel mondo delle competizioni, non è una semplice operazione di stile ma un tributo visivo a un'eredità fatta di successi e di tecnica applicata. Quella stessa eredità che, a partire dal lontano 1955, ha visto la casa dei Tre Diapason cimentarsi nelle sfide più ardue, costruendo nel tempo una reputazione basata sull'affidabilità e sulla capacità di innovazione. Alcuni di essi, i modelli più iconici, hanno segnato indelebilmente le epoche in cui sono comparsi, cambiando le regole del gioco e imponendo nuovi standard per l'intero settore.
Una gamma che guarda al futuro
Accanto alla R7 aggiornata, la gamma 2026 si arricchisce di altri modelli rinnovati, come il Ténéré e il T-Max, e vede il debutto della WR125R, una dual sport concepita specificamente per i neofiti e per i più giovani che desiderano avvicinarsi al mondo dell’off-road senza eccessive asperità. Si tratta di una proposta che, pur nelle sue dimensioni contenute, eredita la filosofia progettuale dei modelli maggiori, puntando sull'accessibilità e sulla maneggevolezza senza compromettere lo spirito avventuroso. L'espansione dell'offerta, che tocca segmenti diversi tra loro, dimostra l'intenzione di Yamaha di dialogare con un pubblico ampio ed eterogeneo, mantenendo al contempo una coerenza di fondo legata alla qualità costruttiva e alla piacevolezza di guida, elementi che da sempre distinguono la produzione del costruttore giapponese.




