Germania, il reclutamento volontario è un flop: si torna alla leva obbligatoria

Germania, il reclutamento volontario è un flop: si torna alla leva obbligatoria
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Germania si trova a fare i conti con un fallimento epocale del suo nuovo sistema di reclutamento volontario, un insuccesso che sta spingendo il governo guidato da Friedrich Merz verso un ritorno alla leva obbligatoria, sospesa nel 2011. Nonostante l'invio di circa 300.000 lettere ai giovani maggiorenni, l'adesione è stata misera: appena 530 nuovi soldati si sono fatti avanti tra gennaio e maggio 2026, un numero che ha letteralmente fatto crollare le speranze di Berlino di rinforzare la Bundeswehr senza ricorrere alla coercizione, come hanno riportato diverse agenzie di stampa internazionali.

Di fronte a questa magra figura, il presidente della commissione Difesa del Bundestag, Thomas Roewekamp, ha fissato una scadenza improrogabile: la decisione sul ripristino della coscrizione obbligatoria dovrà essere presa entro il 31 luglio 2027, data oltre la quale non sarà più possibile temporeggiare.

Un flop annunciato e il peso della minaccia russa

Il nuovo modello di servizio militare, entrato in vigore il primo gennaio 2026, prevedeva l'obbligo per tutti i cittadini maschi diciottenni di compilare un questionario sulla propria idoneità fisica e sulla disponibilità ad arruolarsi, ma i risultati sono stati drammaticamente inferiori alle aspettative, con un tasso di risposta che ha lasciato sbigottiti persino i vertici militari. L'obiettivo ambizioso, fissato dal ministro della Difesa Boris Pistorius, è quello di portare l'esercito professionale dagli attuali 185.000 a 260.000 effettivi entro il 2035 e di espandere la riserva a 200.000 unità, ma i numeri attuali dimostrano che la via del volontariato è una strada senza uscita, considerando anche i timori per un attacco russo che, secondo le stime dei servizi segreti, potrebbe materializzarsi già dal 2029.

Roewekamp, in un'intervista rilasciata all'AFP, ha espresso forti dubbi sulla possibilità di raggiungere questi traguardi senza un meccanismo obbligatorio, sottolineando che la Germania, dopo anni di oblio, deve urgentemente colmare il divario tra le ambizioni politiche e la concreta disponibilità dei cittadini a imbracciare le armi, anche perché i sondaggi mostrano una riluttanza diffusa tra i giovani.

Bilancio da 555 miliardi e la spinta al riarmo

In questo clima di crescente tensione internazionale, segnato dalla guerra in Ucraina e dall'ombra lunga di Vladimir Putin, il consiglio dei ministri tedesco ha approvato il 6 luglio la bozza del bilancio federale per il 2027, una manovra da 555,4 miliardi di euro che decreta una svolta epocale nella politica di difesa del paese, come riportano fonti governative.

La spesa militare subisce un incremento di quasi un terzo, raggiungendo la cifra record di circa 110 miliardi di euro, una somma che segna l'abbandono definitivo del rigido "freno al debito" per rispondere alle esigenze di sicurezza del continente.

Il ministro delle Finanze, Lars Klingbeil, ha giustificato questa scelta con una frase che è diventata subito virale, spiegando che "non ci si può difendere da Putin con un bilancio in pareggio", un'affermazione che riassume perfettamente il nuovo corso di Berlino, disposta a indebitarsi per oltre 200 miliardi di euro per finanziare la ricostruzione delle forze armate e delle infrastrutture.

La leva selettiva e il dibattito nella società

Se la leva dovesse essere reintrodotta, come ormai appare inevitabile, non si tratterebbe di un ritorno alla coscrizione generalizzata del passato, ma di un modello selettivo che coinvolgerebbe solo una parte dei circa 350.000 giovani maschi che ogni anno compiono la maggiore età, arruolando esclusivamente il numero di effettivi necessario a coprire le carenze operative della Bundeswehr.

Roewekamp ha evidenziato come la priorità sia quella di reclutare personale altamente specializzato, indispensabile per far funzionare i sistemi d'arma più complessi come carri armati, aerei da combattimento e batterie Patriot, una necessità che rende la questione ancora più urgente e complessa da gestire politicamente.

Nel frattempo, la società tedesca è scossa da proteste e manifestazioni, specialmente tra i più giovani, che non hanno mai vissuto l'esperienza del servizio militare e mostrano una comprensibile ansia di fronte a uno scenario bellico che sembrava relegato ai libri di storia, un malessere che il governo cerca di affrontare con un dialogo difficile e spesso contraddittorio tra le nuove generazioni e le esigenze della difesa nazionale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.