Omicidio di Rozzano, i destini incrociati di vittima e carnefice

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Rozzano, cittadina ai margini di Milano, si è consumata una tragedia che ha visto incrociarsi i destini di due giovani, Manuel Mastrapasqua e Daniele Rezza, che pur non conoscendosi, vivevano a meno di un chilometro di distanza. Manuel, 31 anni, e Daniele, 19 anni, sono cresciuti nello stesso ambiente, forse si saranno anche incrociati qualche volta, ma le loro vite hanno preso pieghe drammaticamente diverse.

Daniele Rezza, giovane con piccoli precedenti, ha confessato ai carabinieri di Milano di essere l'assassino di Manuel Mastrapasqua. "Non pensavo di averlo ucciso", ha dichiarato Rezza, spiegando che quando ha colpito Manuel con una coltellata al petto, la vittima era rimasta in piedi e non aveva visto sangue. La confessione è avvenuta nel pomeriggio di sabato, davanti agli investigatori e al pm Letizia Mocciaro.

Il padre di Daniele, incredulo, ha raccontato che il figlio aveva detto di aver accoltellato un uomo, ma non gli aveva creduto. Daniele, dopo l'omicidio, aveva tentato di fuggire in Francia, ma è stato arrestato il 12 ottobre. "Non era stata una bella giornata. Ero nervoso, volevo scaricarmi un po' e sono uscito", ha spiegato il giovane, aggiungendo che Rozzano di notte è pericolosa e per questo aveva portato con sé un coltello.

La vicenda ha scosso profondamente la comunità locale, che si interroga su come sia possibile che due giovani, cresciuti nello stesso contesto, abbiano avuto destini così tragicamente intrecciati. La storia di Daniele Rezza, figlio unico di una coppia di lavoratori, è quella di una vita sempre sul filo, segnata da piccoli precedenti e da un'esistenza ai margini.

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