Inter, il conto alla rovescia per il 21° scudetto è già iniziato: la matematica fissa la data del 26 aprile come primo match point
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La vittoria per 3-0 contro il Cagliari – arrivata in un venerdì sera che sapeva già di svolta – non ha fatto altro che cristallizzare un vantaggio ormai strutturale in vetta alla classifica. I nerazzurri, forti di un distacco di +12 sul Napoli (in campo oggi proprio contro la Lazio) e di +15 sul Milan, si trovano ora a gestire un lusso raro nelle fasi calde del campionato: quello di poter guardare al calendario non con ansia, ma con il semplice calcolo delle combinazioni vincenti. E se da un lato il margine appare rassicurante, dall’altro il regolamento impone una cautela aritmetica: in caso di arrivo a pari punti con una delle inseguitrici, infatti, non si guarderebbe né agli scontri diretti né alla differenza reti, ma si tornerebbe a giocare uno spareggio-scudetto in gara secca, come previsto dalla riforma della FIGC. È proprio questa eventualità – remota, ma tecnicamente ancora in agguato – a impedire ai tifosi di stappare lo champagne prima del fatidico sorpasso matematico.
La data cerchiata in rosso: domenica 26 aprile e le combinazioni necessarie
Secondo i calcoli della Gazzetta dello Sport, ripresi da diverse testate, la prima vera occasione per rendere il titolo aritmetico si materializzerebbe già nel prossimo weekend, quello del 26 aprile. In quella data, l’Inter scenderà in campo sul difficile campo del Torino; e se i nerazzurri dovessero portare a casa i tre punti, per festeggiare avrebbero bisogno di un vero e proprio concorso di circostanze favorevoli. In particolare, il Napoli non dovrebbe raccogliere più di due punti nel doppio impegno casalingo contro Lazio e Cremonese, mentre il Milan – ormai terzo incomodo a -15 – dovrebbe mancare la vittoria in almeno una delle due sfide che lo attendono contro Verona e Juventus. Se tutte queste condizioni si dovessero verificare contemporaneamente, l’Inter si troverebbe a quattro giornate dal termine con un vantaggio di almeno 13 punti, quando i punti ancora in palio sarebbero solo 12: una situazione di non ritorno che consegnerebbe il tricolore nelle mani di Chivu e dei suoi con largo anticipo.
I numeri in classifica e il valore dello spareggio come ancora di salvezza per le rivali
A guardare la graduatoria attuale – 78 punti per l’Inter contro i 66 del Napoli e i 63 del Milan – viene quasi spontaneo pensare che la pratica sia chiusa. Eppure, è proprio la presenza dello spareggio a tenere artificialmente in vita le speranze di Conte e dei suoi. La certezza assoluta, infatti, arriverà solo quando il vantaggio sarà superiore ai punti ancora disponibili per la seconda; finché questo scoglio non sarà superato, la matematica lascia spazio alla teoria. Va detto, però, che il calendario gioca a favore della capolista: con sole cinque gare ancora da disputare, la pressione è tutta dalla parte di chi insegue, costretto a vincere praticamente tutto e a sperare in un crollo verticale di una squadra che finora ha concesso pochissimo. I dati parlano chiaro: l’Inter vanta il maggior numero di clean sheet nei top cinque campionati europei, un record di solidità che certifica quanto sia difficile bucare questa difesa.
Il campionato nelle mani della matematica: tra conto alla rovescia e scenari alternativi
Se la combinazione perfetta per il 26 aprile dovesse saltare – magari per un passo falso del Napoli scongiurato all’ultimo minuto – la finestra successiva si aprirebbe comunque subito dopo, con la partita casalinga contro il Parma prevista per l’inizio di maggio. In quello scenario, basterebbe una manciata di risultati utili per spegnere definitivamente ogni velleità delle concorrenti. Quel che è certo, al netto di ogni possibile pronostico, è che il countdown è ormai scandito da date precise: i nerazzurri hanno in mano il proprio destino, e se da un lato devono guardarsi le spalle dall’eventualità tecnica dello spareggio, dall’altro sanno che ogni vittoria accorcia la distanza dal traguardo. Per i tifosi, ormai, la domanda non è più “se”, ma “quando”: e la risposta, salvo clamorosi ribaltoni, è scritta nel calendario delle prossime settimane.




