Escherichia coli, tre bambini ricoverati: l’ombra della piscina e le prime verifiche

Escherichia coli, tre bambini ricoverati: l’ombra della piscina e le prime verifiche
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Redazione Salute Redazione Salute   -   Tre bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni, tutti originari dell’Umbria, sono attualmente ricoverati in altrettanti ospedali italiani – Perugia, Roma e Firenze – per aver contratto un’infezione da Escherichia coli, un batterio che in questo caso si è rivelato particolarmente aggressivo, tanto da provocare una sindrome emolitico uremica in due dei tre piccoli pazienti.

Mentre il bambino inizialmente trasferito dal San Giovanni Battista di Foligno al Bambin Gesù di Roma si trova nel reparto di Nefrologia e le sue condizioni non sono state definite gravi, la situazione appare molto più delicata per il bimbo portato al Meyer di Firenze, che è finito in Rianimazione, e per il terzo, ricoverato nel reparto di Pediatria del Santa Maria della Misericordia di Perugia; per quest’ultimi due, al momento, non sono state diffuse informazioni aggiornate sullo stato di salute, e la prognosi rimane riservata.

L’ipotesi del contagio in piscina e le ordinanze del comune

Le indagini epidemiologiche condotte dai servizi di prevenzione si sono immediatamente concentrate su un possibile focolaio comune, e l’attenzione si è rapidamente orientata verso la piscina comunale di Bastia Umbra, frequentata dai tre bambini per un corso di nuoto.

Il Dipartimento di Prevenzione – UOC Igiene e Sanità Pubblica di USL Umbria 1 ha dunque inviato al comune una comunicazione ufficiale contenente precise prescrizioni, recepite con un’ordinanza sindacale che ha imposto misure restrittive immediate: il divieto di accesso alla struttura per i bambini al di sotto dei 6 anni e per tutti coloro che utilizzano costumi-pannolino, la chiusura della vasca piccola fino all’8 luglio compreso, il controllo orario dei parametri chimici su tutte le vasche e un’attività straordinaria di disinfezione con prodotti a base di cloro, in attesa di riscontri più definitivi.

I primi accertamenti non trovano anomalie nei valori dell’acqua

Proprio nel tentativo di risalire alla fonte del contagio, il Comune di Bastia ha effettuato i primi campionamenti e accertamenti sulla qualità dell’acqua dell’impianto sportivo; ebbene, dai primi riscontri analitici non sarebbero emersi valori anomali o concentrazioni batteriche tali da giustificare l’infezione contratta dai tre piccoli, il che ha portato l’amministrazione a sospendere ogni giudizio immediato sull’impianto.

Restano ora fondamentali i risultati delle verifiche più approfondite condotte dalla USL Umbria 1, che dovranno stabilire con certezza se il punto di esposizione sia stato effettivamente la piscina o se, al contrario, i bambini abbiano avuto contatti con il ceppo patogeno in un altro contesto, magari attraverso alimenti contaminati o altre vie di trasmissione ancora da chiarire.

Le indagini in corso e l’attenzione sui ceppi aggressivi

L’infezione da Escherichia coli produttore di Shiga-tossina, quella che ha determinato la sindrome emolitico uremica nei due bambini più gravi, è un evento che gli specialisti del Meyer e del Bambin Gesù conoscono bene, e proprio per questo la presa in carico dei piccoli pazienti è stata affidata a équipe multidisciplinari; gli investigatori del Servizio di Igiene pubblica stanno ora ricostruendo minuziosamente le abitudini, gli spostamenti e l’alimentazione dei tre bambini nei giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi, incrociando le agende dei corsi di nuoto con le possibili esposizioni alimentari. L’attenzione dei sanitari e delle autorità locali resta altissima, non solo per monitorare l’evoluzione clinica dei tre ricoveri, ma anche per escludere che altri piccoli frequentatori della piscina o delle stesse mense scolastiche possano aver contratto il batterio, anche se al momento non risultano segnalazioni di nuovi casi sospetti.

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