Infezione da Escherichia coli, tre bambini umbri ricoverati: due in prognosi riservata
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Redazione Salute
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Due dei tre bambini colpiti dall'infezione da Escherichia coli, un batterio che in certe circostanze può rivelarsi particolarmente aggressivo, versano in prognosi riservata e uno di loro, il più grave, è attualmente ricoverato in rianimazione. La vicenda, che ha scosso il distretto sanitario dell'Assisano in Umbria, ha portato al trasferimento dei piccoli pazienti in tre strutture d'eccellenza del centro Italia: l'ospedale Meyer di Firenze, il Bambino Gesù di Roma e il Santa Maria della Misericordia di Perugia.
Il quadro clinico dei piccoli pazienti
Il bambino ricoverato presso il Meyer di Firenze, come accennato, si trova attualmente nel reparto di Rianimazione e le sue condizioni sono monitorate costantemente dal personale medico. Il secondo, invece, è stato trasferito al Bambino Gesù di Roma, dove è stato preso in carico dalla divisione di Nefrologia, anch'esso in prognosi riservata. Il terzo bambino, che ha contratto la stessa infezione, è ricoverato presso l'ospedale di Perugia; sebbene le sue condizioni non siano critiche, rimane comunque sotto osservazione e non è stato ancora dimesso.
I tre hanno tutti un'età compresa tra i 3 e i 5 anni e provengono dalla stessa zona geografica, un dettaglio che ha subito fatto scattare l'allarme tra i sanitari.
L'ipotesi del contagio in piscina
Secondo le prime ricostruzioni e le comunicazioni ufficiali della Usl Umbria 1, i sintomi nei tre bambini sono iniziati lo scorso 18 giugno e, sebbene non vi sia ancora una certezza assoluta, l'ipotesi più accreditata dagli investigatori e dagli epidemiologi è che il contagio possa essere avvenuto in una piscina. L'Escherichia coli è un batterio Gram-negativo che fa parte della flora intestinale normale dell'uomo e, anzi, la maggior parte dei ceppi è innocua e contribuisce all'equilibrio del microbiota intestinale, ma alcuni ceppi patogeni possono causare infezioni anche gravi.
Proprio la presenza di questi ceppi aggressivi in ambienti acquatici, se l'acqua non è adeguatamente trattata, rappresenta un rischio concreto per i bambini, la cui fragilità li espone maggiormente a complicanze sistemiche.
Le indagini epidemiologiche in corso
Al momento, come si è potuto apprendere, non risulta essere stato ancora aperto un fascicolo ufficiale da parte della procura di Perugia, anche se la situazione è monitorata con attenzione dagli enti preposti. L'infezione da Escherichia coli può manifestarsi con sintomi intestinali anche seri e, nei casi più complessi, portare a complicanze renali o a forme settiche che richiedono il ricovero in rianimazione.
La scelta di trasferire i due bambini più gravi rispettivamente a Roma e Firenze è stata dettata dalla necessità di garantire loro le terapie intensive e specialistiche più appropriate, considerata la rarità e la severità delle complicanze insorte. La Usl Umbria 1, intanto, ha avviato un'indagine epidemiologica per risalire alla fonte esatta del focolaio e per verificare le condizioni igienico-sanitarie degli impianti frequentati dai piccoli pazienti nei giorni precedenti la comparsa dei sintomi, al fine di circoscrivere il rischio ed evitare nuovi casi.




