L’Atalanta si ferma sulla traversa di Raspadori e il Genoa di De Rossi strappa un pari che sa di salvezza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella trentacinquesima giornata della Serie A Enilive 2025/26, alla New Balance Arena di Bergamo, il punto fermo è stato il punteggio: 0-0 tra Atalanta e Genoa. Un risultato che, a guardare la cronaca e le statistiche, sembra quasi mentire, tale è stato lo squilibrio nelle occasioni create. Perché i nerazzurri – guidati da Palladino, si intende – l’hanno provata davvero tutta per scardinare il muro rossoblù, ma si sono scontrati prima con la loro mira, poi con un portiere, Bijlow, in stato di grazia. Il problema, per la Dea, non è più soltanto la mancanza di vittorie, che ormai resiste da un mese intero; è il modo in cui questa astinenza si manifesta: cinque partite senza successo, e solo tre reti realizzate nelle ultime cinque gare casalinghe. Una carneficina offensiva, che nemmeno l’innesto di Raspadori dalla panchina è riuscito a sanare.

Prima frazione di studio e un paio di brividi per entrambe

Nel primo tempo le emozioni, va detto, si contano sulle dita di una mano. Krstović, isolato in avanti per il Genoa, prova a rendersi pericoloso, ma è Vitinha – prima una sua conclusione, poi un’altra – a chiedere alla difesa di casa di restare concentrata. Al 28’, per esempio, serve un intervento provvidenziale di Djimsiti per chiudere uno dei tiri del portoghese. Dall’altra parte, l’Atalanta costruisce senza però riuscire a concretizzare: possesso palla, fraseggio orizzontale, ma quella zampata decisiva ancora una volta latita. I due allenatori, Palladino e De Rossi, si studiano. E il punto a metà gara sembra già una piccola resa implicita, prima ancora che la ripresa accenda qualcosa.

Raspadori entra, si arrabbia Scamacca e la traversa nega il gol

La svolta – o almeno il tentativo di tale – arriva nella ripresa. Palladino richiama in panchina Scamacca, e l’attaccante non la prende affatto bene: furioso al momento del cambio, lascia il terreno di gioco visibilmente contrariato. Al suo posto entra Raspadori, l’ex Atletico Madrid, che diventa immediatamente il terminale offensivo più pericoloso della Dea. Al 67’ spreca una chance clamorosa: tap-in da due passi dopo un tiro di Ederson, ma la palla finisce incredibilmente fuori. Poi, nei minuti finali, il copione si fa beffardo: il suo sinistro colpisce in pieno la traversa, che nega la gioia del vantaggio. È l’ultimo vero brivido di una partita che si trascina stancamente verso lo 0.

Classifica e scenari europei: l’Atalanta ora trema, il Genoa invece respira

Questo pareggio a reti bianche non è un semplice episodio di giornata. Per l’Atalanta significa complicare ulteriormente la rincorsa all’Europa. Oggi, 2 maggio, Bologna e Lazio possono accorciare fino a -4 dal settimo posto, quella posizione che garantirebbe – si fa per dire – un accesso alle coppe. Ma c’è di più: la squadra orobica deve ora guardarsi alle spalle, e il prossimo turno a San Siro contro il Milan non promette nulla di buono. Dall’altra parte, il Genoa di De Rossi – ormai virtualmente salvo – conquista un punto prezioso che sancisce l’ennesimo passo verso la tranquillità. Sette tiri in porta per l’Atalanta, nessun gol. Un mese senza vincere, solo tre reti nelle ultime cinque partite casalinghe, e un calendario che ora mette paura. La qualificazione alla Conference League, sognata a inizio primavera, rischia di diventare un miraggio: servirà tenere il settimo posto e, probabilmente, sperare in un successo dell’Inter in finale di Coppa Italia contro la Lazio. Ma nel calcio, si sa, sperare non è mai una strategia.

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