Real Madrid-Oviedo 2-0: Garcia e Bellingham firmano il successo, ma il Bernabéu contesta Florentino
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Redazione Sport
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Il Real Madrid ha superato l’Oviedo con un secco 2-0 al Santiago Bernabéu, in una partita valida per la trentaseiesima giornata della Liga, eppure il punteggio — per quanto netto — non racconta l’intera verità di una serata segnata da un’atmosfera sorprendentemente tesa. La squadra di Arbeloa, che dovremo abituarci a chiamare così visto l’esonero di Ancelotti nei mesi scorsi, ha controllato il match con una solidità quasi noiosa, sbloccandolo al minuto 44 grazie a Gonzalo García e chiudendolo poi all’80 con l’ingresso (decisivo, va detto) di Jude Bellingham. Due reti che valgono tre punti e portano i blancos a quota 80 in classifica, consolidando il secondo posto alle spalle di un Barcellona ormai irraggiungibile. Dall’altra parte, un Oviedo già retrocesso da diverse giornate e fermo a 29 punti, fanalino di coda di un campionato che per gli asturiani si è concluso ben prima del fischio finale di questo giovedì 14 maggio 2026.
Una partita senza storia, ma con qualche assenza pesante
Privo di molti titolari (scelta tecnica o turnover forzato? Difficile dirlo con certezza), il Real non ha comunque sofferto più di tanto le folate di un Oviedo già rassegnato alla retrocessione. García ha raccolto un cross dalla destra al termine di un primo tempo altrimenti povero di emozioni, anticipando il difensore centrale con un movimento rapido e incisivo. Nella ripresa, Bellingham — entrato a partita in corso — ha raddoppiato al minuto 80, sfruttando una respinta corta della difesa ospite. Non c’è stata reazione da parte della formazione di Arbeloa, che anzi ha amministrato il vantaggio senza affanni. La partita, insomma, era già scritta prima ancora di cominciare, considerando anche il divario tecnico e psicologico tra una squadra che lotta per la Champions e un’altra che aspetta solo la fine del campionato.
Pareggi salvezza al Mestalla e a Girona
Nella stessa giornata, altri due risultati hanno inciso sulla parte bassa della classifica. Al Mestalla, il Valencia ha strappato un pareggio contro il Rayo Vallecano in una sfida diretta per la permanenza in Primera División: le due squadre, distanti appena un punto, sembrano destinate a giocarsi tutto nelle ultime due giornate. Più a nord, a Girona, un altro pareggio (questo volta con la Real Sociedad) ha regalato un punto prezioso ai padroni di casa, mentre i baschi hanno perso terreno nella corsa al settimo posto, quello che vale un accesso alle coppe europee. Due risultati che, di fatto, non cambiano i pronostici ma tengono accesa la suspense: la retrocessione, come spesso accade in Liga, si deciderà nei minuti finali.
Fischi e striscioni: il Bernabéu si ribella a Florentino
Quel che ha colpito più del risultato, tuttavia, è stato l’umore del pubblico. L’arrivo del pullman dei giocatori è stato accolto da più fischi che applausi, un segnale inequivocabile del malcontento che serpeggia tra i tifosi. La contestazione ha trovato sfogo anche in striscioni esposti in curva, diretti principalmente contro Florentino Pérez, il presidente. C’era molta attesa per capire come il Bernabéu avrebbe reagito dopo giorni turbolenti: prima la discussione pubblica tra Tchouaméni e Valverde (un episodio che ha fatto discutere per giorni gli ambienti spagnoli), poi la sconfitta nel Clásico — quella che ha consegnato ufficialmente il titolo al Barcellona — e infine la conferenza stampa controversa di Florentino, seguita dall’annuncio di nuove elezioni. Un cocktail esplosivo che ha trasformato una serata di ordinaria amministrazione in un’assemblea informale di disapprovazione. Il Real vince, ma il presidente sente il fiato sul collo.




