Sciopero 27 marzo, Atm conferma trasporti a rischio. Stop anche nelle scuole
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Redazione Interno
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Si preannuncia una giornata complessa per la mobilità, quella del 27 marzo, con il trasporto pubblico locale a Milano destinato a subire pesanti ripercussioni. Atm, la municipalità che gestisce la rete di metropolitane, autobus e tram nel capoluogo lombardo, ha ufficialmente confermato i disagi, dando seguito alla proclamazione dell’agitazione da parte del sindacato Al Cobas. Un’astensione dal lavoro della durata di ventiquattro ore, la cui validità è stata ratificata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, che getta un’ombra di incertezza sulla regolarità del servizio. L’effettiva entità dei blocchi, come spesso accade in questi frangenti, dipenderà dalle fasce orarie di garanzia previste dalla legge, ma l’azienda non ha nascosto la possibilità di cancellazioni e rallentamenti a catena lungo l’intera rete.
La mobilitazione generale e il calendario di aprile
Non si tratta, tuttavia, di un’isolata protesta settoriale. Alla vigilia di questo venerdì di mobilitazione, il quadro sindacale si allarga a macchia d’olio, coinvolgendo trasporti, scuola e informazione in una concomitanza destinata a generare disagi diffusi sull’intero territorio nazionale. Se il 27 marzo si prefigura come una giornata “calda” per la circolazione, le proiezioni per il mese successivo non appaiono certo più rassicuranti. Aprile, stando ai dati ufficiali raccolti dal Ministero dei Trasporti, presenterà un calendario particolarmente intenso: quattordici scioperi concentrati in appena sei giornate, con una netta prevalenza di proteste nel settore aereo, a cui si affiancheranno le consuete agitazioni locali nel trasporto pubblico, dopo la tradizionale tregua pasquale.
L’adesione ridotta e le problematiche aziendali
A impreziosire il quadro delle tute blu, si inserisce anche un’agitazione di natura aziendale, quella proclamata dalla EAV, che per lo stesso giorno ha indetto un’azione di quattro ore, dalle 19:00 alle 23:00. A promuoverla sono state le sigle maggiormente rappresentative del comparto – Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa Cisal – le quali hanno posto l’accento su “problematiche aziendali”, senza entrare nel merito specifico delle vertenze in atto. Un dettaglio, quest’ultimo, che lascia intendere la natura locale e contingente della protesta, la quale, peraltro, si basa su un precedente storico: durante l’ultima proclamazione analoga da parte delle stesse organizzazioni, risalente al 28 gennaio 2025, l’adesione si era fermata al 13,12 per cento.
L’incidenza dell’adesione sulla regolarità del servizio
Proprio in relazione a questi numeri, la nota diffusa dall’azienda sottolinea un elemento cruciale per gli utenti: l’effettuazione delle corse durante l’orario di sciopero non è determinata solo dalla proclamazione in sé, ma è strettamente subordinata al numero di lavoratori che effettivamente incroceranno le braccia. Una precisazione, quella sulla variabile dell’adesione, che introduce una dose di ulteriore aleatorietà nella pianificazione degli spostamenti. Se da un lato le norme sulla precettazione impongono il mantenimento dei servizi minimi nelle fasce protette, dall’altro la tenuta del trasporto pubblico – sia esso cittadino, come nel caso di Atm, sia esso extraurbano o su ferro, come per EAV – rimane appesa al comportamento di una platea di lavoratori il cui livello di partecipazione, in passato, si è rivelato talvolta contenuto.




