Iran accusa gli Stati Uniti di "attacco barbaro", minaccia ritorsioni e ribadisce il programma nucleare

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Agenzia atomica iraniana ha definito “barbaro” l’attacco statunitense contro tre siti nucleari, denunciando una “palese violazione del diritto internazionale” e, in particolare, del Trattato di non proliferazione (Tnp). Secondo quanto riportato dall’agenzia Irna, Teheran ha anche accusato l’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, di “complicità” nell’operazione, sostenendo che l’organo dell’Onu avrebbe fornito informazioni utili al raid.

La tensione, già elevata dopo il recente bombardamento iraniano verso Israele – durante il quale, come affermato dalle Guardie Rivoluzionarie, sarebbero stati impiegati “missili a lungo raggio a combustibile solido e liquido, con testate distruttive” – è ulteriormente salita dopo le minacce lanciate da un canale vicino ai Pasdaran. “Gli Stati Uniti dovranno sopportare le conseguenze del loro attacco. Le loro basi in Medio Oriente saranno ridotte in cenere”, si legge in un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni.

A preoccupare, oltre alla possibile chiusura dello stretto di Hormuz – ipotesi già avanzata in passato, con il rischio concreto di mine navali – è la presenza di circa 40mila militari americani dislocati in sette Paesi della regione. Tra questi, spicca la base di Al Udeid, in Qatar, che ha svolto un ruolo cruciale durante i conflitti in Iraq e Afghanistan. Se le parole di Teheran, secondo cui “ogni cittadino americano è un obiettivo legittimo”, dovessero tradursi in azioni concrete, le truppe statunitensi potrebbero trovarsi in grave pericolo.

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