Kiev colpisce la raffineria russa di Kirishi, prezzi dei carburanti in rialzo
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Redazione Esteri
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I droni ucraini hanno condotto un'incursione sull'importante impianto petrolifero di Kirishi, situato nell'oblast' di Leningrado, a oltre ottocento chilometri dal confine con l'Ucraina. L'attacco, che rappresenta uno dei più audaci per distanza e obiettivo strategico, è stato rivendicato dal comandante delle Forze dei droni ucraine, Robert Brovdi, attraverso un messaggio diffuso sulla piattaforma Telegram. L'impianto, che si qualifica come il secondo più grande della Russia per capacità di raffinazione, è un pilastro fondamentale dell'apparato energetico e logistico del paese.
La raffineria di Kirishi, specializzata nella produzione di benzina ad alto numero di ottano e di altri carburanti, vanta una capacità di lavorazione annua che oscilla, secondo le diverse fonti, tra i 17 e i 20 milioni di tonnellate di greggio. La sua importanza, dunque, non è meramente economica ma assume un rilievo strategico immediato, poiché – come sottolineato da fonti di Kiev – rifornisce di carburante le unità impegnate nell'operazione militare in Ucraina. L’impatto dell’attacco si è manifestato con immediatezza sui mercati interni russi, dove si registra un sensibile aumento dei prezzi dei carburanti.
Le autorità di Mosca, da parte loro, hanno affermato di avere abbattuto numerosi velivoli senza pilota in diverse regioni, sebbene non abbiano potuto impedire il danneggiamento della struttura. L'episodio si inserisce in una più ampia campagna di attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche russe, la cui portata, sebbene talvolta minimizzata dal Cremlino, inizia a produrre effetti tangibili sulla catena logistica e sull’apparato industriale legato agli idrocarburi. Questa strategia, perseguita con determinazione nonostante la distanza degli obiettivi, mira a colpire uno dei centri vitali dell'economia della nazione avversaria.




