Mattarella a Monaco, prima visita di Stato di un presidente italiano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sergio Mattarella arriva oggi nel Principato di Monaco per una visita destinata a entrare nella storia dei rapporti tra i due Paesi: è la prima volta che un Presidente della Repubblica italiana compie una visita di Stato nel piccolo Paese affacciato sul Mediterraneo. Il Capo dello Stato, accompagnato dalla figlia Laura, sarà accolto al Palais Princier dal principe Alberto II e dalla principessa Charlène. Il viaggio si svolge il 2 e 3 ottobre e porta al massimo livello del protocollo diplomatico una relazione costruita su una lunga vicinanza geografica, politica e culturale.

Gli onori al Palais Princier e l'incontro con Alberto II

La prima giornata ha come centro il palazzo dei Grimaldi sulla Rocca. Nel Cortile d'Onore è prevista la cerimonia ufficiale di benvenuto, alla presenza delle delegazioni, con gli onori militari e la rassegna dei reparti. Il programma prosegue all'interno del Palais con l'udienza tra i due capi di Stato nel Salone di Famiglia, mentre Charlène accoglie Laura Mattarella nella Sala delle Guardie. Il cerimoniale comprende anche lo scambio dei doni, le fotografie ufficiali e lo scambio delle decorazioni, passaggi riservati alle visite diplomatiche di più alto livello.

Per il sovrano monegasco l'arrivo del Presidente italiano ha un significato particolare. Alla vigilia Alberto II ha definito «fantastico» poterlo accogliere nel Principato, sottolineando l'eccezionalità di una visita presidenziale italiana di questo livello e il peso dei legami storici fra i due Stati. Il rapporto istituzionale ha precedenti molto più antichi: il 20 ottobre 1950 Luigi Einaudi ricevette a Roma Ranieri III, mentre dal 4 al 7 novembre 1959 lo stesso principe e Grace effettuarono una visita ufficiale in Italia. Nel dicembre 2005 fu invece Carlo Azeglio Ciampi a ricevere al Quirinale l'attuale sovrano.

Dall'Opéra di Monte-Carlo alla cena nella Sala del Trono

La diplomazia lascia spazio alla cultura nella seconda parte della giornata. Alle 18.30 la delegazione presidenziale si sposta all'Opéra de Monte-Carlo per una serata musicale con Cecilia Bartoli, mezzosoprano italiana e direttrice dell'Opéra de Monte-Carlo. La scelta lega uno degli appuntamenti più rappresentativi della visita alla presenza culturale italiana nel Principato. Il teatro dell'Opéra Garnier diventa così una delle tappe centrali del programma predisposto dalla casa principesca per gli ospiti provenienti da Roma.

La serata prosegue al Rocher con la cena di Stato nella Sala del Trono, uno degli ambienti più rappresentativi del palazzo. Alberto II ha spiegato alla vigilia che sono attesi circa 80 invitati e ha ricordato anche il particolare valore storico del luogo: nella stessa sala si sono svolte le cerimonie civili dei matrimoni della famiglia principesca. La scelta consente di utilizzare uno spazio legato direttamente alla storia dinastica dei Grimaldi per il momento conviviale più solenne previsto dal protocollo della visita.

Il legame con l'Italia e la seconda giornata al Museo Oceanografico

La relazione tra Monaco e l'Italia affonda le proprie radici anche nella storia della dinastia regnante. Francesco Grimaldi conquistò la Rocca nel 1297 e le origini della famiglia sono genovesi. Il principe ha ricordato inoltre la presenza di monegaschi con ascendenze piemontesi e liguri, indicando il rapporto con l'Italia come una delle relazioni speciali del Principato insieme a quella con la Francia. La visita presidenziale inserisce questo patrimonio storico in un appuntamento istituzionale che non aveva avuto precedenti dalla nascita della Repubblica italiana.

Sabato il programma si sposterà al Museo Oceanografico, dove il sovrano accompagnerà l'ospite italiano e la figlia. La tappa porta la visita in uno dei luoghi simbolo della storia monegasca legata al mare e all'eredità di Alberto I, ricordato per la sua attività di esploratore e per l'interesse verso l'oceanografia. L'ingresso al museo è previsto alle 10.35. Intorno alle 11.35 i due capi di Stato pronunceranno dichiarazioni davanti ai giornalisti, ultimo appuntamento previsto nel programma ufficiale.

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