Marotta rilancia l'appello per San Siro e difende la nuova Inter
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Redazione Sport
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Proprio nella settimana in cui il Consiglio comunale di Milano è chiamato a deliberare sul futuro dello stadio Giuseppe Meazza, il presidente dell'Inter Beppe Marotta ha scelto i microfoni nazionali di "Radio Anch'io Sport" su Rai Radio 1 per rilanciare con forza la necessità della vendita dell'impianto ai due club. Un appello, il suo, veicolato in contemporanea anche da Dazn e Sky, che ha assunto i toni di un monito per le istituzioni: "C’è il rischio di lasciare Milano, assolutamente sì". Una dichiarazione perentoria, lanciata senza che vi fosse qualcuno a controbattere con le ragioni di chi si oppone alla cessione, che mira a influenzare un dibattito già complesso e delicato.
Sul fronte sportivo, Marotta ha commentato l'avvio di stagione della squadra, il cui percorso – segnato da due vittorie e due sconfitte nelle prime quattro giornate – viene inquadrato come una fase di assestamento fisiologica. La società, che ha "cambiato non solo allenatore, ma anche pelle", affidata alla guida tecnica di Christian Chivu e al talento emergente di Francesco Pio Esposito, necessita secondo il manager di tempo e tranquillità. "Bisogna avere pazienza, in campionato siamo in una fase altamente interlocutoria", ha precisato, sottolineando come un avvio complesso fosse ampiamente prevedibile.
"Alla terza giornata abbiamo avuto in trasferta la partita più difficile", ha aggiunto Marotta, riferendosi alla sconfitta interna subita contro la Fiorentina, e "con il cambio dell’allenatore è fisiologico avere delle difficoltà che negli altri anni non avevamo". Nonostante i risultati non ancora brillanti, la dirigenza si dice convinta che "la cultura del lavoro e i valori della squadra e dell'allenatore siano sufficienti per ricollocarsi dove giustamente vogliamo arrivare", dimostrando una fiducia totale nel progetto intrapreso.




