Cop29, Accordo sui 300 miliardi di dollari per i Paesi poveri
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Redazione Esteri
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Alla Cop29 di Baku, dopo due settimane di negoziati estenuanti, è stato finalmente raggiunto un accordo che prevede l'aumento degli aiuti climatici ai Paesi in via di sviluppo a 300 miliardi di dollari l'anno. La plenaria, convocata per le 00:30 di domenica, ha visto il presidente della conferenza, Mukhtar Babayev, ex dirigente della compagnia petrolifera Socar e attuale ministro dell'Ambiente dell'Azerbaigian, mettere le delegazioni di fronte a una scelta drammatica: firmare l'ultimo testo, rimaneggiato più volte nel corso della giornata, o accettare il fallimento della conferenza.
I delegati, provati da due settimane di trattative, si sono precipitati nella sala Nizami dello stadio di Baku, confusi e sorpresi, quando alle 20 (le 17 in Italia) è arrivata la convocazione per la plenaria. La cifra dell'accordo, inizialmente fissata a 300 miliardi di dollari, era stata platealmente rifiutata dai Paesi più vulnerabili e dall'Alleanza delle piccole isole, che avevano abbandonato la sala per sottolineare la loro delusione. Tuttavia, dopo ulteriori negoziati, l'intesa è stata raggiunta e il presidente Babayev ha potuto battere il martelletto alle 2:39 del mattino (le 23:39 di sabato in Italia) per approvare il patto globale.
Oltre all'aumento degli aiuti climatici, è stato approvato anche il mercato internazionale del carbonio, che permetterà agli Stati di investire in progetti di decarbonizzazione all'estero. Questo nuovo obiettivo di finanza climatica dell'Accordo di Parigi rappresenta un passo importante nella lotta contro il riscaldamento globale e dimostra l'impegno delle nazioni industrializzate a sostenere i Paesi più poveri nella loro transizione verso un futuro sostenibile.
La conferenza, che per lunghe ore sembrava sull'orlo del fallimento, si è conclusa con un mezzo successo grazie alla determinazione del presidente Babayev e alla volontà delle delegazioni di trovare un compromesso.




