Cop29, accordo economico a Baku
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Redazione Esteri
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La COP29, la Conferenza delle Parti sui Cambiamenti Climatici, si è conclusa nelle prime ore di domenica 24 novembre 2024 a Baku, in Azerbaigian, con un accordo economico che, sebbene ritenuto insoddisfacente dai Paesi in via di sviluppo, ha evitato un nulla di fatto. I Paesi industrializzati si sono impegnati a destinare almeno 300 miliardi di dollari all'anno entro il 2035 per supportare i tentativi dei Paesi in via di sviluppo di far fronte ai cambiamenti climatici. Questo contributo, proveniente dai fondi pubblici dei Paesi più ricchi, sarà integrato da investimenti privati e da possibili tasse globali, ancora allo studio.
Il presidente della conferenza aveva anticipato che l'accordo sarebbe stato equo solo se ogni delegazione avesse lasciato Baku con la stessa insoddisfazione, ritenendo di dover pagare troppo o ricevere troppo poco. Questo sembra essere avvenuto: sono stati mobilitati 1300 miliardi di dollari dai Paesi più ricchi entro il 2035, di cui 300 miliardi all'anno destinati specificamente ai Paesi in via di sviluppo. Tuttavia, le scadenze continuavano a non essere rispettate, nella confusione dei negoziati coordinati dall'Azerbaijan.
Dopo tre notti in bianco e interminabili negoziati, fra sabato e domenica, il presidente della 29esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici è riuscito a concludere un importante accordo sui finanziamenti per il clima. Questo accordo prevede che il contributo dei Paesi più ricchi provenga dai loro fondi pubblici, integrati da investimenti privati che mobilitano o garantiscono, o da "fonti alternative", il che significa possibili tasse globali, ancora allo studio.
In sintesi, la COP29 ha raggiunto un accordo economico che, sebbene non soddisfi pienamente i Paesi in via di sviluppo, rappresenta comunque un passo avanti nella lotta ai cambiamenti climatici.




