Dialogo in salita alla Cop29 di Baku
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Redazione Esteri
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A Baku, in Azerbaijan, si sta svolgendo la Cop29, il vertice delle Nazioni Unite sul clima, che vede riuniti 193 Paesi con l'obiettivo di affrontare una crisi climatica senza precedenti. L'attivismo, qui, si manifesta in forme creative: all'ingresso della sede, un uomo mascherato e uno travestito da dinosauro assegnano il premio "Fossil of the day" e il "Fossil of the year", simboli di un'ironia amara verso chi non rispetta gli impegni green.
Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, Francesco La Camera, ha sottolineato come, nell'ultimo anno, siano stati installati 473 Gigawatt di energia rinnovabile, un risultato che supera quanto fatto dal nucleare negli ultimi 70 anni. Tuttavia, ha avvertito che siamo ancora lontani dall'obiettivo necessario per contrastare efficacemente il cambiamento climatico. Usa, Cina ed Europa stanno facendo progressi significativi, ma il rischio è di lasciare indietro il Sud del mondo, che necessita di investimenti in infrastrutture, formazione e costruzione di un nuovo mercato, abbandonando i sussidi ai combustibili fossili.
Il dialogo tra i Paesi ricchi e quelli poveri, rappresentato da un proverbio cinese che recita "il ricco trova parenti anche fra gli sconosciuti; il povero trova sconosciuti anche fra i parenti", è uno dei temi centrali della Cop29. L'obiettivo è creare le basi per una collaborazione globale che permetta di affrontare la crisi climatica in modo equo e sostenibile.
La Cop28 dello scorso anno ha segnato un punto di svolta nella lotta ai cambiamenti climatici, con l'impegno a triplicare la capacità delle energie rinnovabili e raddoppiare l'efficienza energetica entro il 2030. A distanza di un anno, si registrano progressi, ma le sfide restano numerose e complesse.




