Cop29 a Baku, assenti Usa e Cina
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Redazione Esteri
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La ventinovesima conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, Cop29, ha preso il via oggi a Baku, capitale dell'Azerbaigian. L'evento, che rappresenta un appuntamento cruciale per definire gli impegni finanziari necessari ad aiutare i paesi più poveri a fronteggiare i fenomeni climatici estremi, si svolge quest'anno senza la partecipazione di 48 capi di Stato, tra cui i leader di Cina e Stati Uniti, i due maggiori emettitori di CO2 al mondo.
La cerimonia di apertura ha visto il passaggio delle consegne dal sultano Ahmed Al Jaber, presidente della scorsa edizione tenutasi a Dubai, a Mukhtar Babayev, che guiderà i lavori di quest'anno. L'assenza dei leader di Cina e Stati Uniti, che avevano partecipato alla scorsa edizione, solleva interrogativi sull'efficacia delle negoziazioni in corso, soprattutto in un momento in cui il cambiamento climatico continua a causare danni significativi in tutto il mondo.
Uno degli effetti collaterali della recente vittoria elettorale di Donald Trump, quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti, potrebbe essere un rallentamento nella transizione energetica. Trump, nonostante abbia mostrato un certo interesse per le auto elettriche e gli investimenti di Elon Musk, ha promesso di cancellare il programma Inflation Reduction Act di Biden, il che potrebbe avere ripercussioni negative sugli investimenti americani nella transizione energetica.
Il discorso di apertura di Trump ha sottolineato la gravità del cambiamento climatico, affermando che "il cambiamento climatico è già qui. Le persone stanno morendo nell'oscurità e hanno bisogno di qualcosa di più della compassione".




