L'agente di Di Gregorio attacca la Juve: "Spesi 130 milioni per attaccanti impresentabili"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il clima in casa Juventus si fa sempre più teso e a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato, nelle ultime ore, un duro sfogo social da parte di Carlo Alberto Belloni, procuratore del portiere Michele Di Gregorio. Il giocatore, finito nel mirino dei tifosi per alcune prestazioni altalenanti e per gli errori che ne hanno caratterizzato l'ultima stagione, sembra essere ormai ai margini del progetto tecnico bianconero e il suo agente ha scelto di alzare il muro, attaccando frontalmente la gestione societaria e i vertici del club. Le dichiarazioni rilasciate sul profilo Instagram della Ca. Ag.

, raccolte e riprese da diverse testate, hanno assunto i contorni di un vero e proprio atto d'accusa nei confronti delle scelte di mercato operate dalla dirigenza guidata dall'amministratore delegato e direttore generale Giovanni Carnevali.

L'attacco alla gestione e la questione portiere

La scintilla che ha innescato la reazione del procuratore sarebbe legata alle recenti dichiarazioni di Carnevali, il quale aveva parlato apertamente della necessità di intervenire sul reparto dei portieri, indicando la ricerca di un nuovo estremo difensore come una delle priorità assolute per la prossima sessione di calciomercato.

"20 giocatori nuovi in due stagioni, tre allenatori in due stagioni e tre dirigenze in due stagioni", ha tuonato Belloni, riassumendo in poche battute quella che a suo avviso è l'evidente discontinuità gestionale che sta penalizzando i calciatori e, in particolare, il suo assistito. L'impressione che traspare dal suo intervento è quella di un professionista che non intende farsi carico delle critiche rivolte a Di Gregorio, preferendo invece ribaltare la prospettiva e puntare il dito contro le responsabilità della società.

La cifra da 130 milioni e l'attacco agli attaccanti

Il passaggio più duro e provocatorio del suo intervento riguarda però il capitolo investimenti offensivi, laddove Belloni ha sottolineato con veemenza la cifra spesa dalla Juventus per rinforzare il reparto avanzato, definendo gli attaccanti acquistati con quelle risorse come "impresentabili". "La dirigenza ha speso 130 milioni per attaccanti impresentabili e la colpa è sua", ha affermato il procuratore, scaricando sul management ogni responsabilità per i risultati deludenti e per le difficoltà incontrate dalla squadra nel corso dell'ultima annata.

Una bordata che non lascia spazio a fraintendimenti e che mira a smontare la narrazione secondo cui le prestazioni negative di un calciatore sarebbero ascrivibili unicamente a demeriti individuali; al contrario, secondo Belloni, sarebbe l'incapacità di costruire un progetto solido e coerente a minare le prestazioni dell'intero gruppo, portando i giocatori a operare in un contesto di perenne instabilità.

Il futuro di Di Gregorio tra ritiro e corteggiamenti europei

Nonostante il clima di tensione e le parole al vetriolo, l'agente ha voluto comunque fare chiarezza sulla posizione del portiere, ribadendo che Di Gregorio ha ancora tre anni di contratto con la Juventus e che, per il momento, la sua intenzione è quella di presentarsi regolarmente al ritiro estivo insieme al resto della squadra. "Partirà per il ritiro e durante il mercato capiremo eventuali opportunità", ha spiegato Belloni, lasciando però intendere che un eventuale addio potrebbe essere valutato con calma, senza fretta e senza forzature.

Il portiere, del resto, sarebbe finito nella short list di diversi club europei che lo osservano con interesse e che potrebbero bussare alla porta della Juve nei prossimi mesi, pronti ad accogliere un professionista che, pur tra alti e bassi, ha dimostrato in passato di poter giocare ad alti livelli. Il procuratore, infatti, ha rivendicato il valore del suo assistito, chiedendo maggiore rispetto per un calciatore che si è sempre messo a disposizione e che ha accolto con professionalità le difficoltà di una stagione complicata, senza mai cercare alibi o scuse di sorta.

Le priorità di mercato e lo scontro con Carnevali

Lo scontro con Carnevali appare ormai consumato, e le parole del direttore generale sulla necessità di individuare un nuovo numero uno sembrano aver rappresentato per Belloni l'ennesima conferma di una strategia che non tiene conto delle qualità del suo assistito. Il dirigente bianconero, nel corso del suo intervento, aveva fatto riferimento anche a profili come Dibu Martinez, senza però chiudere la porta ad altre soluzioni, e aveva sottolineato come il discorso relativo al portiere rientri in una valutazione complessiva delle esigenze della rosa.

Una posizione che, se da un lato appare condivisibile sul piano tecnico, dall'altro ha finito per urtare la sensibilità del procuratore, il quale non ha gradito l'atteggiamento quasi liquidatorio nei confronti di un giocatore che fino a pochi mesi fa era considerato una pedina importante del progetto bianconero.

Il dibattito, a questo punto, è destinato a infiammare le prossime settimane di calciomercato, con la Juventus chiamata a gestire non solo le questioni relative agli acquisti e alle cessioni, ma anche il delicato rapporto con gli agenti che, come Belloni, non intendono accettare passivamente scelte che ritengono penalizzanti per i propri assistiti.

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