Milan, i dieci intoccabili per il 2026-27: Allegri parte da quella base. Il sondaggio dei tifosi boccia Leao e Tomori
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Redazione Sport
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Nonostante manchino ancora sette giornate al termine del campionato e la corsa per la Champions League sia tutt’altro che chiusa, in casa Milan si guarda già con decisione alla prossima stagione. Se è vero che il tecnico Massimiliano Allegri dovrà gestire il doppio impegno – quello interno per blindare il piazzamento europeo e quello esterno di una pianificazione già avviata – è altrettanto vero che la dirigenza ha individuato una spina dorsale certa su cui lavorare. Parliamo di dieci elementi, né uno di più né uno di meno, considerati punti fermi in vista del Milan 2026-27: una base solida che spazia tra i reparti, composta da profili che cercano una definitiva consacrazione e da altri chiamati invece a un riscatto immediato dopo annate altalenanti. Per reggere l’urto del binomio campionato-Champions, è inevitabile che servirà una mano dal mercato, sia in termini numerici che qualitativi, ma intanto l’ossatura c’è.
I dieci punti fermi, tra blindature e necessità di conferma
L’elenco dei giocatori blindati, che si tratti di portieri, difensori o attaccanti, rappresenta dunque il primo mattone della nuova gestione tecnica. Se da un lato l’esperienza di certi veterani garantisce equilibrio, dall’altro la gioventù di alcuni elementi – si pensi ai prospetti cresciuti nel vivaio o agli under acquistati nelle ultime sessioni – offre a Allegri la possibilità di alternare energie fresche e conoscenza tattica. Tra questi dieci, c’è chi arriva da una stagione fatta di alti e bassi, come testimoniano le difficoltà fisiche e di rendimento che hanno colpito alcuni dei senatori, e chi invece è pronto a dimostrare di meritare la conferma a suon di prestazioni. L’obiettivo, per il tecnico livornese, sarà quello di assemblare questi pezzi senza stravolgere l’identità, ma la sensazione è che senza innesti mirati il divario con le prime della classe resti difficile da colmare.
Il sondaggio della Gazzetta: Pulisic resta, i tifosi danno l’addio a Leao
Se la società ha le sue certezze, i tifosi – interpellati da un recente sondaggio online della Gazzetta dello Sport – hanno mostrato di avere le idee ancora più chiare su chi non dovrebbe vestire più il rossonero. Oltre 5mila persone hanno risposto ai quesiti, e il verdetto sul futuro dell’attacco è impietoso. Di fronte al dilemma su Rafael Leao (a Milanello dal lontano 2019, con un ingaggio pesante e un rendimento condizionato da problemi fisici e tattici), il 76% dei votanti propende per la cessione, mentre solo un esiguo 24% ne chiede la permanenza. Discorso radicalmente opposto per Christian Pulisic: nonostante un digiuno di reti che si protrae ormai da mesi, l’americano è considerato intoccabile dal 77,5% dei votanti, che ne apprezzano la duttilità (gioca in tre ruoli offensivi) e un ingaggio comunque sostenibile. A fare da contraltare ci sono anche le incertezze su Fikayo Tomori e Youssouf Fofana: per l’inglese, nonostante il lungo legame con il club, il 54,5% chiede l’addio, mentre il centrocampista francese vede una maggioranza (seppur risicata, 52,8%) propensa a salutarlo.
Il rebuscampo Leao e il nodo tattico del centravanti
La situazione di Rafael Leao è, a tutti gli effetti, la più intricata. Il classe ’99, nonostante sia il miglior realizzatore rossonero in campionato con 9 reti, ha pagato un prezzo altissimo ai continui stop muscolari e a un ruolo – quello di centravanti – che Allegri gli ha cucito addosso forzatamente, lontano dalle sue abitudini di esterno puro abituato a partire dalla linea laterale. La stampa spagnola, e in particolare le indiscrezioni riportate da Fabrizio Romano, confermano che il Barcellona lo osserva con insistenza: Joan Laporta lo considera un obiettivo di vecchia data, ma l’affondo concreto dipenderà da un’altra pedina, Marcus Rashford. Se il club catalano decidesse di non riscattare l’inglese (operazione da 30 milioni), allora la pista per portare Leao al Camp Nou diventerebbe improvvisamente percorribile, anche se il Milan non intende svenderlo. Per sostituire un eventuale partente pesante, o per rinforzare comunque un reparto che fatica a trovare il gol, i dirigenti hanno messo nel mirino diversi profili: da Nicolas Jackson (che tornerà al Chelsea dopo il prestito al Bayern) a Mateo Retegui, passando per l’idea Lewandowski, il cui contratto in scadenza a giugno lo rende un’occasione a parametro zero simile a quella che portò Modric a Milano.




