Lecce-Napoli, la moviola accusa Massa: rigore negato a Raspadori tra gli errori più gravi
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Redazione Sport
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La vittoria del Napoli a Lecce, seppur arrivata, porta con sé un retrogusto amaro per le decisioni arbitrali che hanno influenzato la partita, in particolare l’episodio più discusso: il rigore non concesso a Giacomo Raspadori nel secondo tempo. L’intervento di Gaspar sull’attaccante partenopeo, giudicato tardivo e eccessivo, avrebbe meritato – secondo le immagini della moviola – l’assegnazione del penalty, come evidenziato dal Corriere dello Sport.
Raspadori, dopo aver concluso a rete, aveva appoggiato il piede sinistro a terra quando Gaspar lo ha travolto con un tackle al limite della pericolosità, piegandogli la caviglia in modo anomalo. L’arbitro Massa, però, ha lasciato proseguire l’azione, e il VAR, pur avendo la possibilità di intervenire, non lo ha richiamato alla revisione. Un doppio errore, dunque: in campo per la mancata valutazione dell’entità del contatto, e in cabina per l’assenza di una segnalazione che avrebbe potuto ribaltare l’esito dell’episodio.
Quello su Raspadori non è stato l’unico caso controverso. La direzione di gara è stata macchiata da diverse imprecisioni, più tecniche che disciplinari, che hanno contribuito a rendere la sfida più accidentata del previsto. Il Napoli, già provato dall’assenza di Juan Jesus e Bongiorno – costringendo Olivera a giocare come centrale – e da un McTominay in ritardo nei contrasti, ha comunque trovato il modo di imporsi, ma le polemiche post-partita si sono concentrate proprio sulle scelte arbitrali.
L’episodio del rigore mancato riapre il dibattito sull’utilizzo del VAR, che in questa circostanza non ha corretto un’evidente svista dell’arbitro in campo. Gaspar, sebbene non intenzionale nel gesto, ha colpito Raspadori con un’energia tale da comprometterne l’equilibrio, in un’azione che rientrava a pieno nei parametri per l’assegnazione del calcio di rigore. La moviola lo dimostra, e l’assenza di una revisione lascia spazio a critiche oggettive.




