Il cardinale Sepe benedice l’era Allegri: «Renda più allegra la squadra»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT

Redazione Sport Redazione Sport   -   Prima ancora che la firma apposta sul contratto ne sancisca l’ufficialità – un passaggio, quest’ultimo, che presuppone la definitiva risoluzione del precedente vincolo con il Milan – Massimiliano Allegri ha già ricevuto quella che, a Napoli, suona come una vera e propria investitura popolare.

A concedergliela non è un semplice tifoso, bensì una delle voci più autorevoli del capoluogo campano: il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo emerito della diocesi partenopea, da sempre osservatore attento e partecipe delle alterne fortune della squadra azzurra. fcinter1908 +3

L’alto prelato, interpellato dal quotidiano Ottopagine, ha voluto personalmente porgere il proprio benvenuto al tecnico livornese, confezionando un augurio che fa leva su un evidente e studiato gioco di parole legato al cognome del nuovo allenatore.

L’invito, spiccatamente formale ma non privo di una certa affettuosa confidenza, è che l’ex juventino possa effettivamente “rendere più allegra” l’intera tifoseria, ricalcando le orme dei successi che ne hanno costellato la carriera e che, si spera, possano ripetersi all’ombra del Vesuvio. fcinter1908 +3

Una benedizione che anticipa i tempi della burocrazia

Se da un lato la macchina amministrativa del club presieduto da Aurelio De Laurentiis sta ancora limando gli ultimi dettagli contrattuali – si parla di un accordo biennale che dovrebbe raccogliere l’eredità lasciata da Antonio Conte –, dall’altro l’accoglienza mediatica e simbolica riservata ad Allegri è già iniziata.

La scelta di affidare la panchina a un profilo di tale spessore, che annovera nel proprio palmarès numerosi trofei raccolti sulla panchina di Milan e Juventus, rappresenta una dichiarazione d’intenti precisa da parte del patron. gazzetta +3

In questo contesto, il messaggio di Sepe assume una valenza che trascende la semplice cortesia istituzionale: a Napoli, dove il confine tra fede religiosa e fede calcistica è spesso labile, la parola di un cardinale – specialmente di uno che ha legato il proprio nome a certe pagine intense della storia sportiva locale – pesa come una benedizione ufficiale della città.

L’augurio, nella sua forma scherzosa, cela un’ambizione ben precisa quando menziona la possibilità di “allegrare” il popolo azzurro con un nuovo scudetto. calciomercato +3

La “gara d’esordio” (simbolica) all’ippodromo di Agnano

Mentre il closing dell’operazione viene affidato agli uffici legali, Allegri ha comunque trovato il modo di fare il proprio ingresso nell’olimpo mediatico partenopeo attraverso una via del tutto inconsueta, che nulla ha a che vedere con i campi di allenamento di Castel Volturno.

Il tecnico, noto per la sua passione per il mondo delle corse al galoppo, ha infatti debuttato simbolicamente all’ippodromo di Agnano. In quella circostanza, a rappresentarlo in pista è stata Afromisia, una saura di tre anni di proprietà della scuderia “Al. calcionews24 +3

Ma” – acronimo che cela ovviamente le iniziali del suo cognome. La cavalla, partita con un profilo da “outsider” in un handicap riservato ai tre anni, ha tentato una lunga fuga in testa al gruppo prima di cedere lo scatto vincente a mezza dirittura. fcinter1908 +3

Nonostante il risultato sul campo (un terzo posto “senza infamia e senza lode”, secondo la cronaca), l’evento ha rappresentato una sorta di battesimo informale per il nuovo corso tecnico, avvicinando la figura del livornese a quell’immaginario collettivo fatto di gestione oculata e “corto muso” – un’espressione mutuata proprio dal gergo ippico che Allegri utilizza spesso per descrivere le vittorie di misura. ilmattino +3

La tradizione dei grandi nomi e il dibattito sul profilo tattico

Inserire Allegri nell’albo dei condottieri che si sono succeduti sulla panchina del Napoli significa, di fatto, allinearsi a una consuetudine precisa voluta da De Laurentiis: Benitez, Sarri, Ancelotti, Spalletti, Garcia, Conte e, ora, l’ex tecnico della Juventus.

Si tratta, in tutti i casi, di figure di primo piano del panorama internazionale, una linea di condotta che il presidente non ha mai voluto abbandonare per non disperdere il valore posizionale del club. ilmattino +3

Questa filosofia, che mira a mantenere alto il profilo mediatico e competitivo della società, trova però chi la giudica poco coraggiosa sul piano prettamente estetico. Il dibattito che circonda l’arrivo di Allegri, alimentato da alcuni commentatori come Luca Calamai (intervenuto in proposito su TMW), ruota attorno alla contrapposizione tra l’efficacia pragmatica e la ricerca del “calcio spettacolo”. gazzetta +3

La critica – che in questo caso non appartiene all’estensore di questo articolo ma viene riportata come parte del dibattito pubblico – sostiene che la piazza azzurra, abituata a certi canoni estetici, potrebbe stentare ad apprezzare una gestione basata principalmente sul controllo e sull’equilibrio tattico, pur riconoscendo il valore assoluto del curriculum del nuovo arrivato. gazzetta +3

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.