Bimba morta dopo aver ingerito una pila
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Redazione Interno
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L'ingestione di corpi estranei da parte dei bambini sotto i sei anni, fenomeno in crescita del 91% negli ultimi quindici anni secondo dati statunitensi, ha recentemente causato la morte di una bambina di diciassette mesi a Massa Carrara. La piccola Camilla, originaria della Repubblica Dominicana e residente ad Asciano, provincia di Siena, ha iniziato a vomitare sangue circa dieci giorni fa. Trasportata d'urgenza all'ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena, è stata sottoposta a una serie di accertamenti che, purtroppo, non sono riusciti a salvarla.
Il presidente della Società Italiana di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica (Sigenp), Claudio Romano, ha sottolineato la necessità di istituire un registro relativo a tale fenomeno in Italia e di promuovere campagne di informazione mirate. Le pile a bottone, alcaline o al litio, sono particolarmente pericolose e dannose per le strutture interne dell'organismo, come evidenziato dagli specialisti dell'Istituto Giannina Gaslini di Genova, che nel gennaio 2021 avevano registrato quattro accessi al pronto soccorso di bambini che avevano ingerito queste mini-pile.
Un altro caso simile si è verificato recentemente in Toscana, dove un bambino di sette anni ha ingerito una batteria ed è stato ricoverato in terapia intensiva a Grosseto. A differenza di Camilla, il piccolo è in grado di parlare, ma vomita sangue e la sua condizione rimane critica. Questo dramma, che poteva nuovamente trasformarsi in tragedia, mette in luce l'urgenza di affrontare il problema dell'ingestione di corpi estranei nei bambini, fenomeno che rappresenta un pericolo reale e mortale.
Paolo Gandullia, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia dell'ospedale di Massa, ha ribadito l'elevata mortalità correlata a questi incidenti, richiamando l'attenzione su un fenomeno che necessita di interventi tempestivi e mirati per prevenire ulteriori tragedie.




