Pompei, un grido per la pace dal Santuario: migliaia di fedeli nella Supplica sotto la pioggia
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Redazione Interno
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Sotto una pioggia insistente che ha reso lucidi i sanpietrini, un coro di preghiera si è levato dal sagrato del Santuario di Pompei, trasformando la tradizionale Supplica alla Vergine del Rosario in un appello accorato e universale per la cessazione dei conflitti. Migliaia di fedeli, molti dei quali giunti da diverse regioni, hanno riempito ogni angolo disponibile, sfidando gli elementi per unirsi in una richiesta collettiva che, quest’anno, assumeva toni di particolare urgenza.
Un appello per la pace nei conflitti globali
Monsignor Vincenzo Pisanello, vescovo di Oria, ha guidato la celebrazione, definendo la nostra epoca come una “Terza guerra mondiale a pezzi”. La sua omelia ha toccato direttamente le ferite aperte dei massacri a Gaza e della guerra in Ucraina, implorando “Pietà e pace oggi per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo”. Il suo appello alla “Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!” ha risuonato con forza in un luogo già saturo di spiritualità mariana.
Il legame con l'imminente canonizzazione del fondatore
L’evento ha coinciso con un momento significativo per la storia del Santuario, poiché arriva a pochi giorni dalla proclamazione a Santo del fondatore, Bartolo Longo. Questo imminente riconoscimento, che giunge dopo un iter canonico lungo, ha aggiunto un ulteriore strato di intensità emotiva alla giornata, rafforzando il ponte ideale tra Pompei e Roma. La sua figura di avvocato convertito è stata un riferimento costante.
Una determinazione rafforzata dalla pioggia
La pioggia non ha dissuaso i partecipanti, ma ha anzi accentuato la determinazione di chi ha voluto affidare alla Vergine le angosce di popoli lontani. L’atmosfera ha unito il dolore per le vicende internazionali alla gioia per l’imminente canonizzazione, in un intreccio di sentimenti che caratterizza da sempre il rapporto dei fedeli con questo luogo.




