Francesco Lanfranchi muore a 49 anni nello scontro tra la sua Ducati e una Golf a Chiuduno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ultima immagine che lo ritrae, in sella alla sua Ducati grigia, è diventata suo malgrado il simbolo di una passione spezzata in un istante. Francesco Lanfranchi, 49 anni, residente a Casnigo, è morto lunedì 3 agosto in seguito alle gravi ferite riportate in un incidente stradale avvenuto poco prima delle 13 in via Kennedy a Chiuduno. L’uomo, che stava percorrendo la strada in direzione di Carobbio dopo aver attraversato il centro di Chiuduno, si è trovato improvvisamente davanti una Volkswagen Golf che sopraggiungeva nel senso opposto.

Il conducente dell’auto, un quarantenne, viaggiava verso Sarnico. Lo schianto, violento e inevitabile, è avvenuto all’altezza della ferramenta e colorificio Fcc, un punto nevralgico della via che in quel momento, come spesso accade nelle ore centrali della giornata, era trafficato.

La dinamica dell’impatto e i soccorsi

Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di approfondimento da parte delle autorità competenti, la collisione frontale tra la moto Ducati del 49enne e la Golf guidata dal quarantenne non ha lasciato scampo al centauro. L’urto, avvenuto attorno alle 12,30, ha sbalzato Lanfranchi dalla sella della sua due ruote, scaraventandolo contro l’asfalto e provocandogli lesioni di tale gravità da rendere immediatamente vano ogni tentativo di salvataggio.

Immediata è scattata la catena dei soccorsi: sul posto sono accorsi i sanitari del 118 con un’ambulanza, che hanno stabilizzato il ferito e disposto il trasporto in codice rosso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, e non al Bolognini di Seriate come inizialmente si era ipotizzato. Le sue condizioni, però, si sono rivelate subito critiche. Nonostante gli sforzi del personale medico, il cuore di Francesco Lanfranchi ha smesso di battere poco dopo il ricovero, lasciando la comunità di Casnigo e l’intera Valle Gandino nello sconforto.

La salma è stata successivamente trasferita all’obitorio dell’ospedale di Seriate, in attesa delle disposizioni per i funerali.

Chi era Francesco Lanfranchi, l’uomo della Ducati e della Valgandino

Nato nel 1976, Lanfranchi era un volto noto a Casnigo, il paese dove risiedeva e dove era ben voluto per la sua indole aperta e il suo attaccamento al territorio. Dai profili social, che i colleghi e gli amici hanno iniziato a ripercorrere con dolore nelle ore successive alla tragedia, emerge chiaramente l’immagine di un uomo che aveva fatto della moto una delle sue più grandi gioie.

La fotografia che lo ritrae a cavallo della sua Ducati grigia, quella stessa moto coinvolta nel sinistro, è quasi diventata un’icona del suo modo di vivere: una passione totalizzante, che amava condividere e raccontare. I messaggi di cordoglio che si sono susseguiti, seppur senza ufficialità, hanno sottolineato la sua umanità e il suo legame profondo con le persone della Valgandino, dipingendo il ritratto di un uomo che amava la sua terra e la gente che la abita.

A ricordarlo non è solo il dolore dei famigliari, ma anche la testimonianza di quanti lo incrociavano quotidianamente, e che ora lo piangono.

Le indagini e le verifiche in corso sulla dinamica

La dinamica precisa dello scontro resta al centro delle verifiche condotte dalle forze dell’ordine, intervenute sul luogo del sinistro per i rilievi di rito. Gli agenti della polizia locale, coadiuvati dai colleghi, hanno eseguito i rilevamenti necessari per determinare con esattezza la traiettoria dei due veicoli, la velocità e le eventuali cause che hanno portato il centauro a non evitare la Golf.

L’incrocio di via Kennedy, nei pressi del negozio di ferramenta e colorificio, è stato teatro di una tragedia che ha richiamato l’attenzione sulla pericolosità di certe arterie della zona, anche se le indagini sono ancora in una fase preliminare e non sono state rese note ipotesi specifiche riguardo a eventuali distrazioni o concause. In attesa di un quadro più chiaro, la salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre ulteriori accertamenti.

La strada, dopo essere stata chiusa per le operazioni di soccorso e i rilievi, è stata riaperta al traffico, ma il dolore per la perdita di Francesco Lanfranchi resta vivido in chi lo conosceva, mentre la Valle Gandino si stringe attorno alla sua famiglia, in attesa di conoscere gli esiti della magistratura.

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