Benetton ancora in volo, Zebre affondano nel derby del Lanfranchi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un'ora di strenua resistenza, fatta di placcaggi rabbiosi e possesso palla conteso metro dopo metro, non è bastata alle Zebre per evitare la seconda sconfitta consecutiva nel derby italiano dello United Rugby Championship. Il Benetton, che pure aveva annullato tre mete – due delle quali siglate dall'ala Paolo Odogwu – e navigato a vista tra i fischi del pubblico e le continue intrusioni del TMO, ha saputo trovare la giusta freddezza nell'ultimo quarto di gara, dilagando poi nel finale e imponendo la propria superiore potenza fisica e organizzativa. Al Sergio Lanfranchi di Parma, teatro di una partita ricca di colpi di scena e di polemiche, il match si è chiuso sul 23-37 per i veneti, che così consolidano la loro posizione in classifica mentre i padroni di casa, dopo un avvio di stagione promettente, incassano la quinta sconfitta di fila in un preoccupante calo di rendimento.

Un primo tempo equilibrato e punteggiato da interruzioni

L'avvio, in verità, aveva smentito i pronostici più facili, proponendo un'immagine delle Zebre tutt'altro che remissiva. I ducali, anzi, hanno tenuto testa agli avversari in ogni reparto, approfittandone di qualche incertezza difensiva. È stato però il Benetton a staccare il primo talloncino, trasformando in meta un'azione veloce partita dalla straordinaria iniziativa di Zuliani, il quale, liberatosi di un placcaggio, ha servito un perfetto passaggio per Mendy che ha concluso l'azione in velocità. La partita, tuttavia, non ha mai preso un ritmo fluido, interrotta com'è stata in numerose occasioni dal giudice di video, chiamato a esaminare episodi controversi in mischia chiusa e a convalidare o meno alcune segnature. Tre, in particolare, le mete annullate ai Leoni, episodi che hanno alimentato le proteste della panchina ospite e contribuito a tenere accese le tensioni in campo, dove non sono mancati momenti di vivace confronto verbale tra i giocatori.

La gestione della partita e le reazioni delle panchine

L'arbitraggio, con le sue decisioni spesso sofferte e il ricorso sistematico alla tecnologia, ha finito per diventare uno dei protagonisti assoluti dell'incontro, influenzandone non poco il ritmo e l'umore generale. La situazione è parsa a tratti ingestibile, con il gioco che si frammentava in una sequenza di fermate e revisioni, cosa che ha impedito a entrambe le squadre di costruire una vera continuità di gioco. Anche le panchine, nel corso dei novanta minuti, non sono rimaste a guardare, scambiandosi osservazioni spesso aspre. L'episodio più significativo, in questo senso, si è verificato a partita ormai conclusa, quando gli allenatori Dominguez e Werchon si sono affrontati in un battibecco acceso, sintomo della frustrazione accumulata da entrambe le parti per un match vissuto sempre sul filo del rasoio e della contestazione.

Il distacco finale e il crollo delle Zebre

Dopo sessanta minuti di gioco serrato, dove il punteggio restava nell'alveo di un solo possesso, è arrivata la sterzata decisiva. Il Benetton, forse più abituato a gestire le fasi conclusive delle partite, ha alzato l'intensità del gioco in terza linea, iniziando a dominare i punti di contatto e a forzare gli errori degli avversari. Le Zebre, che fino a quel momento avevano retto l'urto, hanno mostrato i segni della fatica, concedendo spazio e palloni nelle loro metà campo. Gli ospiti, approfittandone con la freddezza dei veterani, hanno prima allungato con piazzati precisi e poi chiuso la pratica con due mete nella parte finale, che hanno reso il punteggio, forse, un po' troppo largo per quello che era stato il reale andamento della sfida per lunghi tratti. Una vittoria di sostanza, quindi, per i Leoni, che tornano in Veneto con un bottino pieno; un'altra sconfitta amara per le Zebre, chiamate a un immediato esame di coscienza per invertire una tendenza negativa che rischia di vanificare il buon lavoro svolto nelle prime giornate.

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