Challenge Cup, il sogno europeo delle Zebre si infrange al Lanfranchi contro i Dragons

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Non sempre, va detto, la posta in palio riesce a trasformarsi in carburante per le gambe. Eppure, allo stadio Sergio Lanfranchi di Parma, sabato 11 aprile alle 21, le Zebre sono scese in campo consapevoli di giocarsi molto più di un semplice quarto di finale di Challenge Cup. La franchigia ducale, arrivata per la prima volta a questo snodo della competizione, inseguiva un traguardo dal peso specifico enorme: una semifinale europea che avrebbe riscritto, di fatto, la propria storia. Di fronte, i Dragons, compagine gallese navigata in queste occasioni, pronti a sporcare i piani dei padroni di casa.

Il primo tempo si è rivelato un equilibrio precario, spezzato solo da lampi individuali e da un fattore disciplinare decisivo. Perché gli ospiti, è bene sottolinearlo, hanno giocato gran parte della seconda metà della frazione in inferiorità numerica, complici due cartellini gialli che avrebbero potuto trasformarsi in un’arma letale per le Zebre. Invece, proprio nel finale del primo tempo, è arrivata la spinta decisiva dei padroni di casa: Bertaccini, con una sfondata in mezzo ai pali, ha impattato il punteggio, tenendo accese le speranze di un intero ambiente. Una reazione, quella ducale, che sembrava l’antipasto di una rimonta da manuale.

La svolta nella ripresa e il sussulto d’orgoglio che non basta

Nella seconda frazione, però, il copione si è incrinato. I Dragons hanno allungato con metodo, approfittando di qualche ingenuità difensiva locale e di una gestione più cinica delle occasioni. Per gli ospiti – va ricordato – il match è parso a un certo punto in ghiaccio, tanto che il margine di vantaggio sembrava ormai incolmabile. E invece le Zebre hanno trovato un ultimo, disperato sussulto d’orgoglio: una rimonta furiosa, costruita più col cuore che con la tattica, che ha riportato il pubblico del Lanfranchi a credere nell’impresa impossibile. Ma il tempo, si sa, è nemico dei generosi, e il 35-32 finale ha sancito una verità amara.

I ducali di Brunello costretti a rincorrere per tutti gli 80 minuti

La squadra di Massimo Brunello, occorre dirlo senza giri di parole, ha rincorso per l’intera durata dell’incontro. Per tutti gli ottanta minuti i gallesi hanno guidato il punteggio, persino nei frangenti in cui si sono trovati in inferiorità numerica. Un dato, questo, che racconta meglio di qualsiasi cronaca la differenza di esperienza in partite secche. I Dragons, alla loro quarta semifinale storica nella competizione, hanno dimostrato un’abilità quasi cinica nel gestire i momenti chiave, mentre le Zebre hanno pagato un avvio troppo timido e qualche scelta affrettata in fase di costruzione.

Una sconfitta che pesa ma che segna comunque un percorso di crescita

Non ci sono alibi, né sconti da chiedere. Il 32-35 è il responso di un match combattuto, durissimo, in cui gli episodi hanno finito per premiare chi aveva più spietatezza. Per le Zebre Parma, che salutano così la Challenge Cup 2025-2026, resta l’amarezza di un’occasione storica sfumata a un passo dal traguardo. Eppure, anche in questa sconfitta – e senza facili entusiasmi – c’è la consapevolezza di averci provato fino all’ultimo respiro. I Dragons, invece, volano in semifinale, portandosi dietro il rammarico di una squadra italiana che ha smesso di essere comparsa per diventare, finalmente, protagonista.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.