Tour de France, il tappone alpino che può decidere tutto: oggi si sale sul Col de la Loze

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Se c’è un giorno in cui i numeri bastano da soli a raccontare la follia del Tour de France, quello è oggi. La diciottesima tappa, da Vif a Courchevel, con l’arrivo sul leggendario Col de la Loze, è un concentrato di sofferenza: 171 chilometri e 5.450 metri di dislivello, distribuiti su tre salite hors catégorie che potrebbero ribaltare le gerarchie di questa corsa. Tra curve strette, pendenze a doppia cifra e strade che sembrano non finire mai, il duello tra Tadej Pogacar, saldo in maglia gialla, e Jonas Vingegaard, sempre pronto a insidiarlo, potrebbe trovare qui il suo epilogo.

Si parte subito con l’ascesa al Col du Glandon, 21,7 chilometri al 5,1%, un antipasto che già di per sé basterebbe a mettere in crisi chiunque. Ma è solo l’inizio: dopo la discesa, ecco il Col de la Madeleine, altri 19 chilometri con pendenze medie del 7,2%, prima del finale sul Col de la Loze, dove l’aria rarefatta oltre i 2.000 metri e gli ultimi strappi al 15% divideranno i sopravvissuti dai predestinati.

Ieri, intanto, Jonathan Milan ha regalato all’Italia un’altra vittoria di tappa, dominando la volata a Valence e confermandosi come uno dei velocisti più in forma di questo Tour. Ma oggi non ci sarà spazio per i ruoli definiti: qui contano solo le gambe e la testa. Chi resisterà avrà la possibilità di scrivere la storia; chi cederà dovrà accontentarsi di guardare gli altri allontanarsi.

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