Alcaraz salta Madrid, e intanto Sinner si gioca il vantaggio sul polso dello spagnolo
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Redazione Sport
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Quello che era solo un timore, alimentato dalla flebile speranza di un recupero lampo, si è purtroppo concretizzato nelle ultime ore: Carlos Alcaraz non giocherà il Masters 1000 di Madrid. Il talento di Murcia, già costretto a lasciare Barcellona nelle scorse settimane, ha ufficializzato il forfait con un post malinconico sui social, mostrando – in un’immagine diventata subito virale – il polso destro ancora malconcio. È una maledizione silenziosa per il sette volte campione Slam, che sulla terra della Caja Mágica aveva trionfato nelle edizioni 2022 e 2023; lo stesso polso, un anno fa, lo aveva costretto a guardare il torneo in televisione, e oggi la storia si ripete identica, aggravata dall’amarezza di chi deve rinunciare a giocare davanti al proprio pubblico. “Ci sono notizie che costa molto dare – ha scritto lo spagnolo – e mi fa tanto male non poter essere qui per il secondo anno consecutivo”.
Becker e l’analisi a caldo: un danno enorme per il circuito
La notizia della rinuncia, inevitabile dopo i controlli medici seguiti al ritiro spagnolo, ha subito scatenato le reazioni del mondo del tennis; tra tutte, quella di Boris Becker ha assunto i contorni di un vero e proprio j’accuse nei confronti della fragilità fisica del giovane iberico. L’ex campione tedesco, sempre molto diretto nei suoi interventi pubblici, ha commentato su X – riprendendo il post di Alcaraz – con un’amarezza che non lascia spazio a fraintendimenti: “Me lo aspettavo, appena si è ritirato a Barcellona. È senza dubbio una brutta notizia per il torneo, ma soprattutto per lui stesso. Spero che ritrovi la forma in tempo per Roma e il Roland Garros”. Una stilettata, quella di Becker, che pesa come un macigno: il numero 2 del mondo rischia seriamente di vedere compromessa la sua stagione sulla terra rossa, proprio nel momento in cui avrebbe dovuto difendere i titoli conquistati nella primavera del 2025.
Il polso traditore e la dinamica di un infortunio maledetto
L’origine del problema, a quanto risulta, affonda le radici in un gesto tecnico apparentemente innocuo durante il match contro il finlandese Virtanen a Barcellona; la stampa spagnola, citando fonti vicine all’entourage del giocatore, ha ricostruito come il polso destro si sia piegato in modo innaturale nel tentativo di rispondere a un servizio particolarmente angolato. Se inizialmente si sperava in un semplice affaticamento muscolare, gli esami strumentali hanno invece rivelato una lesione più seria del previsto, costringendo Alcaraz e il suo team a optare per lo stop totale. Una scelta dolorosa ma necessaria, perché – come lo stesso tennista ha confidato ai suoi – “ascoltare il è l’unica priorità”. Lo stop di Madrid non è quindi un fulmine a ciel sereno, ma il tragico epilogo di una catena di segnali d’allarme che il campione di Murcia non ha voluto ignorare.
Sinner e il ranking: l’effetto domino di un’assenza pesante
Mentre Alcaraz si prepara a una convalescente e noiosa riabilitazione a casa, l’altro lato della medaglia lo osserva con attenzione da Bolzano: Jannik Sinner, infatti, vede spalancarsi di fronte a sé un’autostrada verso il consolidamento del primato mondiale. L’altoatesino, che proprio quest’anno ha già dimostrato di sentirsi a suo agio sulla terra battuta, arriverà al Masters 1000 di Madrid senza alcun punto da difendere; una vittoria nella Caja Mágica gli consentirebbe di accumulare un vantaggio tale su Alcaraz da poterlo gestire con una certa tranquillità anche durante la trasferta romana e, successivamente, a Parigi. E chissà che questo margine non diventi decisivo anche in vista della stagione estiva sui campi in erba di Wimbledon, dove Sinner sogna di replicare l’impresa dello scorso anno. L’Italia del tennis, intanto, si coccola l’idea di vedere il proprio numero uno scendere in campo agli Internazionali d’Italia con la corona del numero 1 al mondo; un’occasione che Adriano Panatta, ultimo azzurro a trionfare a Roma nel lontano 1976, ha definito “un’opportunità storica, perché è tempo che l’Italia torni a vincere in casa”.




