Riforma della riscossione in Italia: un decennio per pagare le tasse

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Consiglio dei Ministri italiano ha dato il via libera definitivo alla riforma della riscossione il 3 luglio 2024. Questa riforma, attesa da tempo, introduce cambiamenti significativi nel sistema di riscossione delle tasse e delle multe.

Cambiamenti chiave

Il cuore della riforma riguarda la riscossione delle tasse e delle multe non pagate nei tempi pattuiti. L'obiettivo è duplice: da un lato, velocizzare le procedure di riscossione, dall'altro, fornire un aiuto ai contribuenti in difficoltà. Per questi ultimi, sono previsti allungamenti dei piani di dilazione, con una tempistica complessiva che può arrivare fino a un decennio, ovvero 120 rate mensili.

Nuova Riscossione dal 2025

La riforma entrerà in vigore a partire dal 2025. L'Agenzia delle entrate cambierà il suo approccio alla riscossione delle cartelle. Il decreto legislativo prevede una pianificazione annuale per l'Agenzia delle entrate riscossione, volta a garantire la salvaguardia dei crediti tributari affidati dai vari enti.

Ulteriori novità

Oltre all'allungamento dei piani di dilazione, la riforma introduce altre novità. Tra queste, la cartolarizzazione dei crediti non recuperati mediante società specializzate e nuove norme sul discarico dei ruoli e sull'impugnabilità del ruolo e della cartella.

La riforma della riscossione rappresenta un passo importante verso un sistema fiscale più equo e efficiente. Con l'approvazione di questa riforma, il Governo italiano ha completato la riforma del Fisco, un processo che ha visto l'approvazione di 10 decreti fiscali e altri 4 provvedimenti su dogane, imposizione indiretta, imposizione diretta e un primo correttivo su concordato, adempimento collaborativo, calendario fiscale.

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