L’Inter ha sciolto le riserve su Akanji, riscatto dal City ormai solo una formalità
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Redazione Economia
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La dirigenza dell’Inter, riunitasi negli uffici di Viale della Liberazione per tracciare le linee guida del calciomercato estivo, ha assunto una decisione definitiva e senza più margini di ripensamento per quanto concerne il futuro del reparto arretrato: Manuel Akanji, difensore centrale svizzero prelevato in prestito oneroso dal Manchester City nella finestra estiva, sarà riscattato e diventerà a tutti gli effetti un calciatore nerazzurro a Titolo definitivo. L’operazione, che comporterà un esborso complessivo di quindici milioni di euro nelle casse del club inglese, era stata inizialmente concordata con una formula che prevedeva due distinte condizioni per la trasformazione del diritto in obbligo di riscatto, ma la società ha scelto di procedere comunque, a prescindere dal verificarsi di una di queste.
La prima clausola, quella legata alla conquista del tricolore, rappresenta naturalmente un obiettivo ancora tutto da raggiungere e il cui esito, nonostante il vantaggio accumulato in classifica, resta inevitabilmente sub judice; la seconda condizione, invece, quella relativa al raggiungimento del cinquanta per cento delle presenze stagionali totali da parte del giocatore, è stata ampiamente soddisfatta già da diverso tempo, considerando l’impiego costante che Cristian Chivu, tecnico subentrato a stagione in corso e intenzionato a costruire una retroguardia solida e affidabile, ha riservato all’ex difensore del Borussia Dortmund. Proprio la duttilità tattica di Akanji, che ne consente l’impiego in tutti i ruoli della difesa a tre così come all’occorrenza sulla fascia, unita alla sua spiccata capacità di impostazione dal basso, hanno convinto la proprietà e il direttore sportivo a blindare il calciatore con un contratto di lunga durata.
I dettagli dell’accordo e l’incontro in programma dopo il derby
Le parti, come riferito da fonti vicine all’entourage del giocatore e riportato dall’edizione odierna di Tuttosport, si incontreranno nei giorni immediatamente successivi alla stracittadina contro il Milan, fissata per l’otto marzo, per apporre le firme sui documenti che legheranno lo svizzero al club di Corso Vittorio Emanuele fino al trenta giugno del 2028, con un’opzione a favore della società per un’ulteriore prolungamento annuale. L’ingaggio netto previsto per il difensore, che si aggirerà attorno ai tre milioni e settecentocinquantamila euro a stagione, rappresenta un investimento importante ma ritenuto congruo per un profilo internazionale che, nonostante un iniziale periodo di ambientamento, ha dimostrato di poter diventare un punto di riferimento per l’intera linea difensiva, fungendo da chioccia per i giovani e da supporto esperto per i colleghi di reparto più esposti al logorio fisico del campionato.
Parallelamente alle manovre in entrata che riguardano la propria retroguardia, la dirigenza interista segue con attenzione anche gli sviluppi di mercato delle dirette concorrenti, e in particolare del Milan, dove la situazione relativa a Niclas Fullkrug appare diametralmente opposta e densa di incognite. L’attaccante tedesco, arrivato in prestito dal West Ham nel mese di gennaio per sopperire all’infortunio di Santiago Gimenez, non è mai riuscito a trovare una continuità di rendimento né tantomeno a guadagnarsi la fiducia incondizionata di Massimiliano Allegri.
Fullkrug e i suoi limiti fisici, il riscatto del Milan si allontana
Le parole del tecnico livornese, il quale ha più volte sottolineato pubblicamente come il centravanti tedesco abbia al momento soltanto venti minuti nelle gambe e venga pertanto preferito a partita in corso per garantire soluzioni alternative nel finale, rappresentano una fotografia piuttosto chiara dello scarso impatto che l’ex capocannoniere della Bundesliga ha avuto finora sulla manovra offensiva rossonera. Con una sola rete all’attivo in dieci presenze complessive, un bottino davvero magro per un attaccante del suo calibro e della sua esperienza, le possibilità che il Milan decida di esercitare il diritto di riscatto, fissato peraltro a una cifra relativamente contenuta come cinque milioni di euro, si fanno di giorno in giorno più remote.
La sensazione, netta e inequivocabile, è che le condizioni fisiche precarie del giocatore, unite a un’età che non consente più margini di miglioramento o di adattamento a nuovi schemi, rappresentino un ostacolo insormontabile per un club che punta a ringiovanire la rosa e ad alzare l’asticella della competitività in tutti i reparti. L’investimento per Fullkrug, se mai verrà concretizzato, appare al momento una remota possibilità legata più a una speranza di recupero che a una reale convinzione tecnica da parte dello staff e della dirigenza, i quali valutano nel frattempo altre piste per rinforzare il pacchetto offensivo in vista della prossima stagione.




