Aspides, Crosetto scrive a Kallas: più navi e costi condivisi. L'Italia pronta a una seconda fregata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La missione europea Aspides nel Mar Rosso è al centro di un braccio di ferro tra Roma e Bruxelles. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato una lettera all'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas per chiedere il potenziamento dell'operazione, con l'invio di navi militari da parte di altri Stati membri. L'Italia, si apprende, sarebbe pronta a fornire una seconda fregata qualora richiesto, ma i partner europei dovrebbero contribuire a sostenerne il peso finanziario.

La richiesta italiana e la disponibilità condizionata

Nella missiva, anticipata dal Foglio e confermata da diverse fonti diplomatiche, Crosetto chiede «un deciso e urgentissimo intervento dell'Unione europea oggi stesso» per ottenere dagli Stati membri nuovi mezzi e nuovi contributi alla missione nel Mar Rosso. La soluzione preferita da Roma resta il rafforzamento di Aspides, ma se gli altri Paesi non forniranno quella che il ministro definisce «la risposta attesa e dovuta», l'Italia si dichiara pronta «a farsi carico di un ulteriore sforzo».

La condizione è netta: se Roma dovesse assumersi da sola maggiori oneri operativi, logistici e rischi per garantire una rotta che Crosetto definisce «vitale per tutta l'Europa», il costo dovrà essere condiviso dai Ventisette.

La fotografia attuale della missione

Secondo quanto ricostruito, a Bab el-Mandeb operano al momento soltanto «una FREMM italiana e una fregata greca». Una dotazione che, secondo Roma, non consente di rispondere a tutte le richieste di accompagnamento dei mercantili, costretti a lunghe attese con conseguenze immediate sui traffici commerciali. Il ministro stima che siano necessarie almeno quattro o cinque unità navali per coprire l'area molto ampia che congiunge il Mar Rosso meridionale al Golfo di Aden occidentale.

La missione Aspides dispone attualmente di tre vascelli, con Italia e Grecia che hanno garantito assetti navali in modo continuativo, affiancate in momenti diversi da Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Belgio.

Il quadro giuridico e il nodo parlamentare

L'operazione Aspides è stata lanciata dall'Unione europea nel febbraio del 2024, dopo i ripetuti attacchi alle navi commerciali nel Mar Rosso. Pur avendo uno scopo difensivo, è autorizzata a usare la forza per proteggere i mercantili dalle azioni ostili. Il comando strategico è affidato alla Grecia, con sede a Larissa, mentre la guida operativa ruota tra gli Stati partecipanti ed è attualmente affidata al contrammiraglio Vasileios Gryparis.

Il Consiglio Ue ha esteso il mandato della missione fino al 28 febbraio 2027, stanziando un importo di riferimento di quasi 15 milioni di euro per coprire le spese comuni nel periodo compreso tra marzo 2026 e febbraio 2027. Resta da chiarire, tuttavia, la modalità con cui un eventuale incremento dell'impegno italiano potrebbe concretizzarsi: Aspides è autorizzata per un massimo di due o tre unità navali che si avvicendano ogni quattro mesi e, prima di procedere, sarebbe necessaria una nuova autorizzazione parlamentare.

La scorta alla Jolly Oro e la posizione di Bruxelles

Nelle ultime ore la fregata Carlo Bergamini, impegnata nell'operazione europea, ha scortato il mercantile italiano Jolly Oro della compagnia Ignazio Messina durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb in direzione nord. Per la Marina militare si tratta di «un segnale concreto, arrivato con ottimo tempismo, dell'importanza di mantenere alta l'attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale nell'area».

La Commissione europea ha difeso l'operato della missione, sottolineando che la presenza attiva di Aspides nella regione ha garantito la sicurezza dei marittimi e contribuisce a rendere sicura una rotta di importanza cruciale. Kallas ha dal canto suo annunciato l'innalzamento del livello di allerta delle navi impegnate, precisando che gli attacchi contro l'Arabia Saudita sono «inaccettabili e compromettono l'economia globale».

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito la posizione italiana: «L'Italia e la Grecia stanno facendo molto, ma se dobbiamo garantire per tutta l'Europa, se non c'è un contributo militare, allora deve esserci un contributo finanziario».

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