Inter, un punto per lo scudetto: San Siro è pronto, ecco il programma completo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il traguardo è lì, distante un solo soffio, eppure carico di una attesa che si trascina da quasi quattro decenni. All’Inter di Chivu – che ritrova Bastoni titolare dopo l’affaticamento che ne aveva messo in dubbio la presenza – basterà un pareggio, questa sera contro il Parma, per cucirsi sul petto il ventunesimo scudetto della propria storia. La matematica, si sa, non ammette sentimenti, ma stavolta sembra quasi abbracciare il volere di un popolo nerazzurro che riempirà ogni ordine di posti a San Siro: si parla di oltre 75.000 spettatori, con un incasso che sfiora i 5 milioni di euro (abbonamenti compresi), pronti a esplodere al triplice fischio. Non accadeva, infatti, dal 28 maggio 1989 – quando Matthaeus su punizione piegò il Napoli e regalò il tredicesimo titolo – che l’Inter potesse festeggiare la conquista del campionato tra le proprie mura amiche, senza dover condividere l’impianto con i cugini rossoneri padroni di casa come accadde invece con la seconda stella di Inzaghi.

Il primo match point dopo il pari del Napoli

Il pareggio del Napoli a Como, va detto, ha reso sostanzialmente insignificante qualsiasi risultato arrivi dal campo del Sassuolo dove il Milan gioca ormai per onore di firma. La Gazzetta dello Sport ha sintetizzato il concetto con un efficace gioco di parole: “Un punto per mettere il punto”. Perché, di fatto, il vantaggio in classifica è tale che un solo pareggio stasera contro il Parma – formazione allenata da Cuesta e pronta a giocare da arbitro della festa – consegnerebbe matematicamente il titolo all’Inter. Chivu, dal canto suo, ha scelto di lanciare dall’inizio Pio e Thuram in attacco, mentre Lautaro prenderà posto in panchina: una decisione che non smorza la carica offensiva, ma che lascia intuire una gestione oculata delle forze in campo. L’appuntamento è alle 20.45, e la diretta sarà assicurata dalle piattaforme Sky, Dazn e NOW.

San Siro esaurito, festa spontanea e attesa lunga 37 anni

Se quella sera arriverà il risultato utile – e non è immaginabile rimandare il verdetto oltre questa domenica, stando al clima che si respira intorno alla squadra – la celebrazione sarà inizialmente quella spontanea dei tifosi direttamente sugli spalti: nessun coreografia annunciata, ma un boato che accompagnerà i giocatori sotto la curva. Poi, inevitabilmente, il fiume umano si riverserà per le vie di Milano fino a notte fonda, senza che sia stato necessario allestire palchi o maxischermi supplementari. Va notato che l’unico precedente recente di una festa scudetto in questo stadio, quello per la seconda stella, vide l’Inter trionfare sì a San Siro, ma con il Milan formalmente “in casa” nella gara del derby: una sottigliezza che toglieva qualcosa alla pienezza della gioia tra le mura amiche. Stavolta, invece, non ci sarà alcuna ambiguità.

La Coppa? Si aspetta, intanto c’è il punto che manca

Per la Coppa – quella fisica, da alzare al cielo – bisognerà invece attendere le procedure cerimoniali e gli adempimenti di rito che seguono la matematica certezza del titolo. Nessuno, tra i dirigenti presenti a bordo campo, si lascerà andare a proclami prima del novantesimo minuto. Tuttavia, la macchina organizzativa è già in moto: il programma prevede che, una volta acquisito il pareggio o la vittoria, i festeggiamenti verranno scaglionati in modo da evitare assembramenti critici, anche se la naturale euforia dei gruppi organizzati – quelli che non hanno mai smesso di seguire la squadra persino nelle trasferte più ostiche – renderà ogni piano solo indicativo. Quel che conta, per ora, è il campo. E sul campo, Chivu lo sa bene, un singolo errore può rimandare tutto a una settimana dopo: ma il pareggio del Napoli ha spalancato le porte di uno scenario che sembrava già probabile, ed è ora diventato definitivo.

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