Astensionismo trionfa nelle elezioni iraniane: si va al ballottaggio
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Redazione Esteri
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Le elezioni presidenziali anticipate del 28 giugno 2024 in Iran hanno segnato un record storico di astensionismo. Con un'affluenza alle urne ferma al 40%, il dato più basso nella storia della Repubblica islamica, la maggioranza degli iraniani ha disertato le urne al primo turno delle elezioni presidenziali.
I candidati al ballottaggio
Nessuno dei candidati ha raggiunto la quota necessaria per essere eletto al primo turno. Pertanto, venerdì 5 luglio si terrà il ballottaggio tra il riformista Masoud Pezeshkian e l'ultraconservatore Saeed Jalili. Pezeshkian ha ottenuto circa 10,4 milioni di voti, mentre Jalili si è fermato a 9,4 milioni di preferenze, secondo i dati riportati dall'agenzia ufficiale iraniana Irna.
Il peso dell'astensionismo
L'astensionismo ha giocato un ruolo chiave in queste elezioni. Nonostante gli appelli al voto del regime, gli oppositori del regime di Teheran hanno chiesto agli elettori di disertare le urne. Di conseguenza, solo il 40% dei circa 61 milioni di aventi diritto al voto si sono recati alle urne.
Prospettive per il secondo turno
Il fronte conservatore ha ora poche ore per raccogliere i cocci di una competizione elettorale che avrebbe dovuto vincere senza troppe sorprese. Il passaggio al secondo turno con il 42,5% dei voti dell'unico candidato riformista, approvato dal Consiglio dei guardiani, Masoud Pezeshkian, rappresenta un cambiamento significativo nella politica iraniana, a quasi vent'anni dall'ultimo presidente di questa corrente politica, Mohammad Khatami. Nel frattempo, l’ultraconservatore Said Jalili ha raccolto il 38,6% dei voti. Il risultato del ballottaggio è quindi ancora incerto.




